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Strategie

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C’è poco da suggerire alchimie impossibili: senza il M5S, per ora, non si governa. I presupposti di un “accordo” con dei partiti che non hanno fatto il pieno di voti, resta la sola via possibile. Prima di fine aprile ci potrebbero essere, comunque, segni di una fiducia allargata per cambiare l’Italia.

 Ma, tra dire e fare, resta da verificare la volontà di mantenere certe premesse. I sofismi, previsti dalla nostra Costituzione, per le posizioni incerte li lasciamo a chi se ne intende. Se si scarta il “miracolo”un accordo Berlusconi/Renzi. Di Maio, non restano altre razionali possibilità. Ovviamente, con tutti gli effetti dell’inesperienza di chi ha gridato contro una politica becera, ma che non si è mai confrontato con quella attiva che, giova rammentarlo, ha valenza anche oltre i confini del Bel Paese.

 Avere ottenuto un consenso politico delegato, è una grossa responsabilità nei confronti di chi avrebbe preferito diversamente. La Penisola è una.  Basta con i “modelli” alternativi. L’Italia ha bisogno di un Governo nel pieno delle sue forze e appoggiato da un Potere Legislativo che non ponga forzature di percorso. Chi ha sperato di trasferire la politica sul Web deve, ora, rivedere alcune basilari vincoli. Gli italiani la pensano diversamente e di ciò si dovrà tenere conto al momento di un eventuale accordo di programma.

Le Strategie per guidare la Penisola in acque meno perigliose non potranno essere solo discusse a un tavolino “ristretto”. La fiducia è una cosa seria che è da centellinare con i “volponi” del potere. Prima di prendere delle decisioni, che potrebbero non compattare tutti, bisognerebbe rammentare che il nostro Paese non ha bisogno d’altri “supporti” che non siano solo di facciata. Lo scriviamo molto chiaramente; mentre gli incontri al Colle si succederanno.

Giorgio Brignola

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