Politica italiana

Giovinazzi abbandona Forza Italia per la Lega

“Una scelta inevitabile” quella dell’Avv. Roberto Giovinazzi, ex responsabile forzista e animatore della sezione massafrese di Forza Italia, che comunica di essere passato alla “Lega” di Salvini.

Di Pietro Dragone

MASSAFRA – “Lasciare un partito politico non è mai semplice”, esordisce il nuovo Coordinatore cittadino di “Lega Salvini Premier”. A volte però questa scelta può essere inevitabile e quasi “obbligata”. Forza Italia non è più un partito “sostenibile”, a causa di “beghe e personalismi, che attraverso alcuni suoi uomini vìola spudoratamente l’etica della politica. Atteggiamento che, purtroppo, precluderà ogni possibile via per risollevare le sorti del nostro territorio e della nostra città”.

La decisione di lasciare Forza Italia per approdare nel partito della Lega di Matteo Salvini è stata, per il politico massafrese, una scelta naturale verso un partito ormai a dimensione nazionale, che alle ultime elezioni è stato il più votato fra le forze di centro-destra, del quale, Giovinazzi, condivide ideali e programmi. Arrivano anche i ringraziamenti al coordinatore cittadino uscente della Lega, Gaetano Giovinazzi, entrato con merito nel coordinamento provinciale del partito di Salvini, oltreché nel direttivo sezionale.  

La nomina di coordinatore cittadino della Lega arriva dal volere dell’assemblea sezionale e viene ratificato dal coordinatore provinciale Angelo Gianfrate. Affiancheranno il coordinatore cittadino anche i vecchi compagni storici che hanno animato la sezione: Antonio Tramonte, nel ruolo di vice-coordinatore; Gerardo Potenza, coordinatore sezionale dei giovani. A breve sarà comunicato anche il nuovo direttivo, che verrà presentato, molto probabilmente, in occasione della inaugurazione della sezione della Lega a Massafra. 

Giovinazzi ha poi denunciato come a Massafra, politicamente, faccia strada solo chi è accondiscende alle “richieste del capo” ed ogni tipo di opposizione interna è “messa a tacere”. Questo modo di comportarsi può essere di cattivo esempio per chi ancora crede negli ideali e nella partecipazione collettiva, che “viene sistematicamente allontanato. E’ questa la normalità, la gente non ci fa più caso. Così come è normale dormire, mangiare, fare affari. Ogni giorno è segnato dalla sua specifica indecenza”. 

Vengono poi accusate le sconfitte elettorali registrate dal partito berlusconiano alle elezioni comunali di Massafra, di Taranto, fino alle politiche del 4 marzo scorso. Giovinazzi ricorda anche l’“ultima sceneggiata” voluta dall’On. Luigi Vitali, coordinatore regionale di Forza Italia, che qualche settimana fa ha commissariato la sezione di Forza Italia di Massafra. Un’azione posta in essere “più che in onore del partito, in onore del suo ego, a sublimazione del successo della cinica operazione inventata ad arte dai suoi delfini massafresi”.

Il neocoordinatore sottolinea come ciò sia possibile solo in un sistema “autoritario, dove il dissenso viene spento in modo da imporre ad una massa di diseredati, trasformati in quadri di partito, i vincoli entro i quali le stesse persone possono svolgere le proprie funzioni, al di là dei meriti e delle leggi di una convivenza democratica”. 

Alla fine del comunicato, riferendosi al compagno di tante battaglie, il Dott. Antonio Tramonte, Giovinazzi promette che come hanno dimostrato negli scorsi due anni di militanza forzista, intendano proseguire nel fare politica, anche stando all’opposizione e senza l’ausilio dei consiglieri comunali del partito. Al primo posto nella classifica delle priorità ci sono il perseguimento di una politica del bene comune messa al servizio del popolo.

La certezza che viene trasmessa dall’esponente politico della Lega è che l’impronta politica rimarrà quella del centro-destra. Una politica che, si tiene a precisare, sarà intesa come “dimensione progettuale e proposta”, come “servizio” sulla base di un’accettazione non di soli accordi elettorali, ma di una “visione dei valori”, di raccordi culturali, di testimonianze e di ideali. 

“Agli altri – termina Giovinazzi –  lasciamo fare la tecnica della politica come mero esercizio di potere”.

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