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Disorientati

Viviamo tempi politici ancora complessi. La cronaca nazionale, per quanto c’è dato sapere, presenta un caleidoscopio di notizie e di smentite che, non di rado, confondono le idee. Perfino di quelli che ritengono d’averle ”chiare”. Da noi succede spesso.

Tra “verità” e “inganno” i confini sono sempre più elastici. Credere, o meno, resta una libera scelta che, dati gli eventi, nessuno si guarda bene dall’accertare. Le “preoccupazioni”, sempre più spesso, sono confuse con le “distrazioni”. Intanto, la Penisola continua per una via della quale abbiamo difficoltà a inquadrare la meta finale. Anche perché la mancanza di un Esecutivo qualificato aumenta le nostre apprensioni.

Abbiamo preso atto, comunque, di certi “segnali”. Comprese le “migrazioni” di onorevoli da un partito all’altro. Tra l’”ottimismo”e il “pessimismo”, c’è il “realismo”. Stato di fatto che dovrebbe essere meno trascurato nelle analisi correlate alla vita politica nazionale. Senza obiettivi in comune, non diamo credito alle promesse per un’Italia migliore. La “speranza”, infatti, può essere intesa anche come l’ultima spiaggia di un sistema che tutti intendono cambiare ma che, almeno per ora, resta quello sin troppo noto.

Tra “essere” e “sembrare” i limiti si sono fatti relativi. Non a caso, viviamo in un disordine politico che ci lascia sconcertati; pur nel rispetto di certe percezioni che hanno il beneficio del “dubbio”. Quando la politica muterà il suo percorso? E’ una domanda che ci siamo posti e che ribaltiamo ai Lettori interessati. Anche perché certe”superficialità” hanno squalificato chi le ha fatte circolare, ma ancora di più quelli che ci hanno creduto.

Giorgio Brignola

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