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Il sistema muore

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I mesi che ci stiamo lasciando alle spalle hanno influito sul nostro futuro. Perché ogni mese, ogni giorno, ogni ora ha segnato lo scandire d’eventi dei quali avremmo fatto volentieri a meno.  L’Esecutivo non è ancora nato, ma è già da considerare a”tempo”. Si è percepito un meccanismo d’auto rigetto del quale ciascuno dovrà, infine, assumersi le proprie responsabilità. Perché, solo dopo un franco “distinguo”, sarà possibile discernere il “nuovo” dal “rinnovato”. Dato che, tra l’altro, le differenze sostanziali sono “sottili”. Chi intenderà partecipare al cambiamento, dovrà uscire allo scoperto.

 Col crepuscolo della Seconda Repubblica, sarà arduo apprezzare nuova “sostanza” nella politica dello Stivale. Intanto, s’è evidenziato quello che temevamo. “Destra” e “Sinistra” hanno mostrato differenti facce e progetti non coerenti tra loro. Ora, abbiamo notato un pericoloso “avvicinamento”. Ora, bisognerebbe eliminare le questioni improponibili, o in ogni caso, di secondaria importanza per il Paese. Il “necessario” subito. Per il resto, ci sarebbe da contare sulla “tenuta”della nuova Legislatura. Come a scrivere che, se il 2017 è stato un anno” nero”, il 2018 potrebbe essere anche peggiore.

 Solo il rinnovamento è veramente la cura per la salvezza della Penisola. Collocandoci idee percorribili. L’impressione è che un sistema stia morendo e il nuovo corso non sia stato ancora concretamente tracciato.  Di conseguenza, non è possibile essere ottimisti. Ciò non ci vieta, però, d’augurare ai politici nazionali, vecchi e nuovi, il dono della “luce”; per evitare che si perseveri nel “buio” di un apparato inconcludente.

Giorgio Brignola

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