Lombardia

Cazzano, un soldato in più nella lapide dei Caduti

di Nicola Andreoletti  

C’è un nome in più tra i Caduti di Cazzano Sant’Andrea. Da oggi, sulla lapide del monumento, compare anche Bernardo Tomasini. Lo ricorda una targa, scoperta in occasione della cerimonia voluta dall’Amministrazione comunale per commemorare il 25 aprile.

La mattinata è iniziata con la messa nella chiesa parrocchiale. Quindi il corteo lungo le vie del paese, fino al monumento ai Caduti. Qui, il sindaco Sergio Spampatti ha anzitutto ricordato le 12 persone di Cazzano internate nei campi nazisti durante la Seconda guerra mondiale.

Nei mesi scorsi, i parenti hanno ricevuto la Medaglia d’Onore nel corso di una cerimonia a Bergamo. Questa mattina il primo cittadino ha voluto scandire di nuovo i loro nomi: Giovanni Bertocchi, Giacinto Campana, Mario Campana, Bernardo Capitanio, Francesco Capitanio, Giovan Maria Francesco Capitanio, Innocente Colombi, Innocente Andrea Colombi, Giovanni Martinelli, Angelo Isaia Moretti, Battista Moro, Domenico Tomasini.

A seguire, il momento dedicato a Bernardo Tomasini. «Oggi vogliamo ovviare a una piccola svista avvenuta nel 1985, quando si è inaugurato il libro lapide al monumento in onore dei Caduti – ha detto Spampatti -. La storia di Bernardo Tomasini, in effetti, è diversa da quella dei caduti durante la prima o la seconda guerra mondiale». E la differenza sta tutta nel luogo della morte: Addis Abeba, in Etiopia.

Bernardo Tomasini, ha aggiunto il sindaco, «era uno dei molti italiani che, probabilmente, si arruolarono volontari nella guerra d’Etiopia, più che altro per trovare un lavoro o procurare un po’ di benessere alla sua famiglia. Era infatti il primo di 13 fratelli e sicuramente la miseria di quei tempi lo spinse a cercare nelle lontane terre africane una terra da coltivare e le ricchezze che la propaganda di regime faceva intravedere».

Bernardo Tomasini
Nato a Cazzano il 2 febbraio 1903, Bernardo Tomasini si era sposato a Gandino con Davida Scolari. Ebbero anche un figlio: venuto alla luce il 16 giugno 1937, morì pochi mesi dopo. Il padre non ebbe mai la fortuna di vederlo. Partito volontario nel corpo degli alpini, fu assegnato al Battaglione Pusteria, l’unico delle Penne nere che partecipò alla guerra d’Etiopia (diventò Battaglione Uork Amba, dopo aver conquistato l’omonima montagna). Dalle ricerche effettuate, risulta che Bernardo Tomasini morì il 25 agosto 1937 all’ospedale “Vittorio Emanuele” di Addis Abeba per peritonite.

«Lo possiamo annoverare tra i caduti delle guerre; di tutte le guerre – ha sottolineato ancora il sindaco -. Crediamo che tale scelta sia la più corretta da un punto di vista storico, non volendo dare un giudizio sulle scelte, fatte o subite, dei cazzanesi di allora. Scelte che, ricordo, erano figlie dei tempi e della miseria imperante tra i nostri contadini». A togliere la bandiera tricolore che copriva la targa in ricordo di Bernardo Tomasini, c’era anche il pronipote Stefano Tomasini.

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