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Il Bari esce imbattutto da Palermo: pareggio thrilling

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PALERMO – Dopo la vittoria striminzita ottenuto ai danni dell’Entella, vittoria che, ancora una volta, ha messo a nudo tutti i limiti della squadra che, comunque, si trova lassù vicino al paradiso, il Bari di Grosso, padrone del suo destino, è sbarcato dalla parte sinistra della Sicilia, quella arabo-fenicia di Palermo, nel suo primo spareggio prima del Perugia e a Parma, per provare a materializzare quel sentimento di entusiasmo, spesso e volentieri pericoloso, improvvisamente esploso a Bari, entusiasmo tipico dei tifosi che al primo “squillo” di tromba fa perdere i contatti con la realtà, tifosi magari inconsapevoli di una realtà abusata che si rivitalizzano senza misura (ieri allo stadio c’erano centinaia di tifosi a mostrare affetto e passione ai giocatori, oggi addirittura un maxi schermo a Rutigliano) anche grazie al web che, come noto, amplifica ogni cosa, tifosi alla ricerca della molla da far scattare per profondere quell’entusiasmo intravisto nella famosa stagione fallimentare, sentimento tutto barese che va sotto il nome di “priscio” e che da qualche anno sta mancando da queste parti e che li porta a manifestare quel classico ed annoso disturbo bipolare, ovvero quella patologia attraverso la quale si cambia l’umore troppo repentinamente oscillando da picchi altissimi di euforia a veri e propri casi di depressione, situazioni già viste a Bari per le quali non si può far nulla nonostante gli appelli e gli inviti a mantenere un profilo basso. Ma i tifosi del Bari son così, si sa, e non si può far nulla se si affezionano al primo che la mette dentro (ricordarsi di Ebagua, Okaka o Kamata, subito proclamati “re di Bari”) o che fa un tunnel ad un avversario o a chi salta l’uomo per l’unica volta nella sua vita.
Il Bari è volato a Palermo, inchiodato psicologicamente anche dalla tradizione negativa che lo vuole quasi sempre sconfitto al “Barbera”, a giocarsi quelle ultime chance per una ipotetica promozione diretta visto che l’avversario, insieme al Parma, era lì, a soli tre punti di vantaggio, e vincendo, oltre a fare il tanto agognato salto di qualità, avrebbe potuto agguantare la società del vulcanico Zamparini e mettersi in una situazione di privilegio rispetto alle altre competitor. L’alternativa era quella di rimanere comunque aggrappati al treno dei playoff con tutte le conseguenze del caso. E così è stato in quanto la gara è terminata in pareggio ma dal finale thrilling.
Senza Brienza e D’Elia (oltre ai noti Salzano e Morleo), anche per un turn over, l’ex Grosso al cospetto della sua storia struggente sfociata al famoso rigore che fece vincere il mondiale all’Italia, e che ormai sembra aver perso la parola salvo dialogare con Sky, ha mandato in campo un 3-5-2 con Micai tra i pali, difesa a tre con Empereur, Marrone e Gyomber, Balkovec e Anderson centrocampisti aggiunti con obbligo di difesa, Henderson, Basha e Tello a centrocampo, Cissè (al posto di Improta squalificato) e Nenè in attacco.
L’ex Stellone, che ha preso il posto di Tedino proprio due giorni fa esonerato dal “mangia allenatori” Zamparini, ha risposto con un 4-4-1-1 con Pomini tra i pali, Rispoli e Aleesami terzini, Struna e Rajkovic al centro della difesa, Murawski, Chochev, Rolando e Gnahorè a centrocampo, Coronado alle spalle di La Gumina.
PRIMO TEMPO – Prima frazione di gara bloccata, una sfida giocata a livello tattico costruendo poco o nulla, priva di azioni particolari, molto tattica, “di lavagna” oseremmo dire, molto equilibrata e con solo qualche lampo a mantenere accesa la gara, niente più, trascorsa senza acuti quasi le due squadre fossero in eterno studio tra di loro, primo tempo basato sui duelli fisici sulle fasce tra Anderson e Rolando, e Balkovec e Rispoli e con qualche illuminazione di Coronado, fortuna per il Bari inefficace.
Il primo tiro è da ascrivere al 23′ con Balkovec dalla distanza terminato al lato del secondo palo. Poi, al 26′, palla gol per il Palermo con un cross di Rispoli., servito magistralmente da Coronado, ma la difesa ha sbrigliato la situazione pericolosa.
Ha messo più pressione il Palermo mantenendo alto il possesso palla e velocizzato il gioco rispetto al Bari che ha badato a respingere, grazie al sacrificio delle due punte, e ad affacciarsi timidamente in area rosanero.
Ma al 37′ Nenè ha provato ad accendere la gara con un destro chirurgico dai venticinque metri terminato di un soffio al lato del palo.
Al 42′ è partito Coronado dalla trequarti, è entrato in area e ha tirato deciso in porta ma Gyomber ha deviato in corner. Quindi un’azione dubbia passibile di rigore ma l’arbitro ha detto di no.
SECONDO TEMPO – Anche nella seconda frazione di tempo le due squadre son sembrate applicate allo studio, col Bari ben abbottonato in difesa tentando di mettere il muso qua e là oltre la metà campo, ed il Palermo che ha trovato un muro difficilmente da scardinare, insomma è proseguito l’equilibrio almeno fino al 14′ quando Grosso ha cambiato un po’ lo schema tattico, tornando al 4-3-3, facendo entrare Galano e facendo uscire Empereur riportando a quattro la difesa e a tre l’attacco.
E al 21′ occasionissima di Moreo, appena entrato, su cross di Rispoli, che di testa in tuffo ha mandato il pallone di poco al lato.
E’ il turno di Floro Flores, quindi, al 23′ per cercare più freschezza in attacco dal momento che il Palermo stava guadagnando campo e metri, ed è proprio lui a tirare per ben due volte nel giro di qualche secondo, di forza, ma i difensori hanno deviato immolandosi sul pallone.
Al 34′ si spezza l’equilibrio col Palermo che è andato in vantaggio con La Gumina, dopo una sponda di Moreo, sostituzione azzeccata da Stellone, con una zampata rapace che ha battuto Micai.
Grosso allora decide di far esordire Federico Andrada al 37′ al posto di un irritante Tello, che ha sbagliato praticamente tutto, anche per cercare profondità in attacco e sopratutto cercare di pareggiare.
Ma la fase thrilling è lì in agguato in quanto viene espulso Marrone per un fallo a centrocampo e poi al 44′ ecco il gol di Nenè su assist di testa di Floro Flores che sigla il pareggio.
Infuocatissimo il finale con riversamenti di fronte da una parte e dall’altra senza dimenticare il nervosismo manifestatosi dopo l’espulsione di Marrone. Ma è anche Henderson che si fa espellere, con un rosso diretto.
Il Palermo cerca l’arrembaggio ma nonostante in nove, il Bari riesce a portare a casa il pareggio.
Partita strana, dunque, quella che ha giocato il Bari a Palermo, dove il tatticismo esasperato l’ha fatta da padrona almeno fino ai minuti finali dove è accaduto quel che è accaduto, ma c’è da sottolineare il solito atteggiamento negativo col quale il Bari è entrato in campo, ma questa non è una novità. Peccato perchè col Palermo intravisto oggi al “Barbera”, si poteva osare di più. Si doveva, anzi. Ma un Bari in nove che tiene testa al Palermo è anche da applaudire.
Un pareggio che serve a poco all’economia della promozione diretta ma che serve a rimanere aggrappati al treno dei playoff, magari con uno spirito diverso in chiave dei prossimi impegni ma anche un segnale attraverso il quale, il Bari, può giocarsela con chiunque. A proposito, Henderson, Nenè, ammonito e diffidato, e Marrone salteranno la gara col Perugia di sabato prossimo.

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