Sacchetti bio. ll Ministero, si possono portare da casa

I clienti dei supermercati possono portarsi da casa i Sacchetti per l’ortofrutta e non sono obbligati ad acquistare quelli forniti dal negozio. E’ quanto prevede una circolare del ministero della Salute diffusa oggi, a seguito della sentenza del Consiglio di Stato del 21 marzo scorso che aveva detto sì ai Sacchetti da casa. I sacchetti portati da casa devono comunque essere “idonei a contenere alimenti quali frutta e verdura, autonomamente reperiti dal consumatore”, si legge nella circolare.

I sacchetti di plastica per l’ortofrutta si possono anche portare da casa, evitando cosi’ di pagarli al supermercato. Lo prevede una circolare del ministero della Salute diffusa oggi, che recepisce il parere in tal senso del Consiglio di Stato. Essendo i sacchetti “beni autonomamente commerciabili”, non sfuggono alla logica del mercato, scrive il ministero: quindi “e’ da ritenere coerente con lo strumento scelto dal legislatore la possibilita’ per i consumatori di utilizzare sacchetti dagli stessi reperiti al di fuori degli esercizi commerciali nei quali sono destinati ad essere utilizzati”. E’ possibile quindi utilizzare “contenitori alternativi alle buste in plastica, comunque idonei a contenere alimenti quale frutta e verdura, autonomamente reperiti dal consumatore”. E i supermercati non “possono impedire o vietare tale facolta’ di utilizzo”. Ovviamente si deve trattare di sacchetti “comunque idonei a preservare l’integrita’ della merce e rispondenti alle caratteristiche di legge”. Ossia, sottolinea il ministero, devono essere monouso, nuovi, integri, conformi alla normativa sui materiali a contatto con gli alimenti. Sono gli esercizi commerciali a dover verificare “l’idoneita’ e la conformita’ alla legge dei predetti sacchetti utilizzati dal consumatore”: per questo il dicastero suggerisce “di predisporre un vademecum informativo per i consumatori”.

 I consumatori potranno portarsi da casa i sacchetti dellortofrutta potendo utilizzarli in luogo di quelli distribuiti nei supermercati. I sacchetti reperiti autonomamente dovranno però essere idonei a preservare lintegrità delle merce: monouso; nuovi; integri; biodegradabili e compostabili. Lo sancisce una circolare del ministero della Salute diffusa oggi, a seguito della sentenza del Consiglio di Stato del 21 marzo scorso che aveva aperto alla possibilità di utilizzare sacchetti portati da casa. “Deve ammettersi la possibilità di utilizzare in luogo delle borse ultraleggere messe a disposizione, a pagamento, nell’esercizio commerciale – si legge nella circolare – contenitori alternativi alle buste in plastica, comunque idonei a contenere alimenti quali frutta e verdura, autonomamente reperiti dal consumatore”. Dunque “non pare possibile che gli operatori del settore alimentare possano impedire o vietare tale facoltà di utilizzo”. — Daltra parte “laddove il consumatore non intenda acquistare il sacchetto ultraleggero commercializzato nell’esercizio commerciale per l’acquisto di frutta e verdura sfusa – prosegue il ministero della Salute – può utilizzare sacchetti autonomamente reperiti solo se idonei a preservare l’integrità della merce e rispondenti alle caratteristiche di legge”. Quindi, “deve trattarsi di sacchetti monouso (non riutilizzabili), nuovi (non utilizzati in precedenza), integri, acquistati al di fuori degli esercizi commerciali, conformi alla normativa sui materiali a contatto con gli alimenti e aventi le caratteristiche ‘ambientali’” previste dalle legge che ha introdotto l’obbligo dei sacchetti a pagamento. Ne consegue che “ciascun esercizio commerciale sarà tenuto alla verifica dell’idoneità e della conformità a legge dei predetti sacchetti utilizzati dal consumatore” e potrà “vietare lutilizzo di contenitori autonomamente reperiti dal consumatore qualora si tratta di sacchetti non conformi alle caratteristiche sopra riportate”. Tuttavia, sottolinea il ministero della Salute “non si può sottacere la presenza di possibili criticità connesse alla diversità di peso dei contenitori alternativi alle buste in plastica acquistate dal consumatore”. Infatti le bilance dei supermercati sono tarate in modo da sottrarre dal peso di frutta e verdura la tara del sacchetto messo a disposizione del cliente (4-6 grammi circa).

L’uso dei ‘contenitori alternativi’ acquistati al di fuori degli esercizi commerciali impedirebbe il calcolo corretto della tara”. Su questo “si reputa opportuno acquisire l’avviso del Ministero dello Sviluppo economico, le cui valutazioni sono da considerarsi rilevanti ai fini dellìoperatività dei chiarimenti forniti con la circolare.

 

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