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Squadrone Eliportato Carabinieri Cacciatori di Calabria

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La storia di un Reparto Speciale dell’Arma dei Carabinieri.  

di Lia Pasqualina Stani

L’Aspromonte è la montagna che nasce dal mare: attraversato da distese infinite di felci giganti, foreste, boschi secolari, cascate, fiumare secche d’estate e straripanti di inverno. Non è semplice imbattersi in questi luoghi dove la flora e la fauna offrono immagini quasi fiabesche soprattutto durante il periodo autunnale e primaverile. Le insidie sono ovunque. Al seguito dei Carabinieri Cacciatori di Calabria, percorrendo in lungo e largo queste montagne senza il loro costante e attento supporto non sarebbe possibile, raggiungere zone inaccessibili se non inoltre con i loro fuoristrada o in elicottero, per poi camminare ore ed ore per raggiungere un obiettivo specifico.

Dal 1° luglio 1991, i Carabinieri dello Squadrone Cacciatori di Calabria, battono le regioni impervie dell’Aspromonte: in origine l’attività dello Squadrone era incentrato sia sul contrasto al fenomeno dei sequestri che sulla ricerca dei sequestrati. Successivamente archiviata la stagione del fenomeno dei sequestri, la loro azione si è concentrata sulla ricerca e cattura di numerosi latitanti di ‘ndrangheta, che ancora oggi trovano rifugio proprio nelle montagne calabresi.

Recentemente la loro attività è rivolta anche al contrasto e alla ricerca del proliferare della coltivazione della canapa indiana.

L’Arma dei Carabinieri, preso atto del dilagare del fenomeno dei sequestri di persona a scopo di estorsione, in cui le vittime erano ovviamente persone economicamente agiate che subivano un distacco forzato dalla loro famiglia, per essere segregati in qualche rifugio aspromontano, adattò nei primi anni ‘90 la sua operatività alle improvvise esigenze del Paese, creando le “Squadriglie”. Queste erano unità speciali, destinate ad agire proprio in Calabria, nel suo vasto territorio ed in modo particolare in Aspromonte. È tra gli anfratti, i rifugi, le grotte di queste montagne impervie, ricoperte da folta vegetazione che venivano nascosti i sequestrati. Risultava in alcuni casi quasi impossibile, individuare con un normale rastrellamento il luogo in cui era nascosto un sequestrato. Le squadriglie in avvicinamento, molto spesso, erano ben visibili e il loro arrivo se segnalato in tempo permetteva al latitante di allontanarsi o di portare l’ostaggio altrove. Per questo il Comando Generale pensò di costituire un reparto in grado di operare con rapidità e con una elevata preparazione tecnica e tattica. Era necessario impiegare dei Carabinieri che potessero giungere in luogo sospetto senza essere visti e in grado di restare isolati per giorni e di agire autonomamente anche senza supporto da parte di altri reparti dell’Arma. Questi uomini dovevano essere in grado anche di mimetizzarsi all’interno di un’area boschiva, per aspettare un segnale o una presenza umana che li conducesse all’arresto di un ricercato o alla liberazione di un sequestrato. Per costituire il reparto eliportato in grado di raggiungere ogni luogo dell’Aspromonte in modo silenzioso e veloce, iniziarono le prime selezioni: dagli uomini delle prime squadriglie, ai componenti del primo Battaglione Carabinieri inquadrati nella Brigata Folgore e tra tutti i carabinieri in servizio che rispondevano all’interpellanza.

Ancora oggi, si muovono di giorno e di notte, con la loro mimetica, l’inseparabile e caratteristico “basco rosso” che li contraddistingue e lo zaino in spalla. Non esistono periodi di sosta: d’inverno, in estate, con la pioggia, la neve, con il sole, a Natale, a Ferragosto, questi militari dotati un animo e di un carattere forte oltre che di un fisico costantemente addestrato, camminano per i sentieri dell’Asprumunti, così i calabresi chiamano la loro montagna.  I carabinieri cacciatori conoscono ogni angolo di questa regione, forse meglio di una cartina dell’IGM (Istituto Geografico Militare). Osservano un “obiettivo” da lontano o in modo ravvicinato. Sono alla ricerca costante di informazioni, per questo mimetizzarsi tra questi luoghi cosi come dialogare con la gente del posto è fondamentale. Attività finalizzate e necessarie alla ricerca e cattura di latitanti pericolosi che da anni dominano i vari territori calabresi.

Lo Squadrone ha sede presso la “Base Logistica Operativa” situata nell’area dell’Aeroporto militare “L. Razza” di Vibo Valentia. E’ questa una posizione ideale per consentire ai militari di intervenire facilmente, senza essere fisicamente sul posto, sull’area operativa dell’Aspromonte e sulle Serre Catanzaresi. I territori su cui operano agguerrite cosche della ‘ndrangheta.

È un corpo d’élite che può essere impiegato sul territorio calabrese e sul territorio nazionale su specifica richiesta al Comando Generale dell’Arma, dispiegato in zone impervie, per ricerche in aree più complesse dal punto di vista orografico. Inizia da qui, dalla loro storia un viaggio fianco a fianco di un reparto speciale che sarà raccontato in ogni sua attività.

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