fbpx

Italiani all’estero

Print Friendly, PDF & Email

E’ da tempo che c’interessiamo ai problemi che riguardano la nostra Comunità oltre frontiera. Abbiamo iniziato con i padri; poi siamo passati ai figli, nipoti e pronipoti. In oltre mezzo secolo d’impegno, abbiamo provato a esprimere alcune considerazioni sul ruolo dei milioni d’italiani nel mondo. Con parecchio senso d’equilibrio, riconosciamo che, nei primi vent’anni presi in esame, per la nostra Emigrazione è stato fatto poco. Erano, quelli, gli anni dell’associazionismo corporativo. Intenso, erroneamente, come tutela di specifici gruppi etnici e delle attività lavorative correlate. Nonostante che il flusso migratorio si fosse, quasi integralmente, spostato verso il Vecchio Continente, i rapporti tra italiani residenti e italiani oltre frontiera erano, in sostanza, più apparenti che sostanziali.

 Chi viveva lontano dal Bel Paese, tentava l’integrazione nella realtà ospite, chi era in Italia contava sulle periodiche rimesse di valuta pregiata. I Connazionali più lontani potevano ben poco per riavvicinarsi, almeno sotto il profilo socio/politico, ai processi evolutivi della Penisola. La maggioranza dei nostri Emigrati guardava all’Italia come una terra con la quale ricongiungersi; magari dopo una vita di sacrificio minata da lavori usuranti. Dall’interno, i nostri politici erano impegnati a consolidare le loro posizioni e la realtà dei Connazionali oltre frontiera restava in coda a tutti i progetti. Con la progressiva presa di coscienza che il numero è anche forza politica, gli italiani nel mondo hanno iniziato a sollecitare il varo di strutture rappresentative nel Bel Paese.

In seguito le Associazioni, Com.It.Es. e CGIE hanno fatto la loro comparsa. Poi, il voto politico e referendario dall’estero. Lo “zoccolo duro” si era fermato alla seconda Generazione di Migranti. La terza e la quarta hanno scelto altra via per contare di più nel Paese ospite che in Patria. Questo è quanto. I sacrifici, le rinunce, che ci sono stati, restano fatti di ieri. Gli italiani all’estero, che intendono essere meglio rappresentati, intendono avere opportunità più dirette.  Ma lo stimolo dovrebbe nascere con progetti attivati nella Penisola. Sino ad ora, nel marasma di un voto politico inconcludente, nessuno s’è pronunciato in tal senso. Per la politica nazionale i Connazionali d’oltre confini dovrebbero essere come tutti gli altri elettori. Magari anche con un loro movimento politico. Opportunità della quale si sente la mancanza; ma per la quale si preferisce soprassedere.

Giorgio Brignola

Hai apprezzato i nostri contenuti? Aiutaci a condividerli.

RSS
Segui via Email
Facebook
Facebook
Google+
http://www.corrierenazionale.net/2018/05/01/italiani-allestero
Twitter