Rocco Sisto tra Mediterraneo e Caraibi

Personaggi Lucani – Tra Mediterraneo e Caraibi: riflessioni di un navigatore.

di Michele Santoro

È ritornato a Presenza Lucana, per la quarta volta a distanza di anni, lo skipper lucano (Pisticci) Rocco Sisto (da sinistra, nella foto insieme a Michele Santoro) grande appassionato del mare e delle discipline sportive moderne, a esso legate, che egli pratica con grande successo.

Da alcuni anni ha iniziato a fare traversate su barche a vela grandi. Il giro del Mediterraneo l’ha fatto, per la prima volta con barche da 12 mt. Con un catamarano da 15 mt. è stato in Australia, sulla costa occidentale dell’Oceano Indiano, poi a Capoverde. Con una barca, da solo, ha doppiato Capo Horn. Negli ultimi anni il suo giro, sostanzialmente, è stato fatto da traversate che partendo dal Mediterraneo l’hanno portato in luoghi che sono considerati più belli del mondo: i Caraibi.

Il viaggiatore si è soffermato ed ha raccontato, con immagini, la traversata ultima che da Palermo l’ha portato, attraverso l’oceano, sino alle British Virgin Islands, scoperte nel 1493 da Cristoforo Colombo e che sono costituite da un arcipelago di 60 isole, delle quali solo 15 sono abitate. Tra queste la più visitata è Tortòla, la capitale. A Barbuda Spanish Point sorge, forse, una delle più belle spiagge del mondo con una sottilissima sabbia di colore bianco, tipo borotalco, con mare cristallino. Un vero incanto.

Il navigatore sa che la vita sul mare esige concretezza, attenzione, calma, tanta forza interiore, poiché ogni azione è finalizzata, anche, a salvare la propria vita e quella degli altri. Solo chi ha confidenza, rispetto e amore, per il mare, può pensare di avventurarsi in una traversata.

In compenso il tragitto oceanico ha un fascino ineguagliabile, fatto d’orizzonti infiniti e di tanti momenti intensi e affascinanti che restano scolpiti, indelebilmente, nella memoria:

  • La luna visibile di giorno con il sole,
  • Isole coralline che spuntano all’improvviso in pieno oceano;
  • I delfini che scortano l’imbarcazione;
  • Moltissime scene di vita a bordo dell’imbarcazione.
  • Una tappa obbligata alle Isole Azzorre, dove ci si ferma per scrivere, su un muro perimetrale del porto, la data, il nome della barca e dell’equipaggio che ha praticato il passaggio;
  • Tramonti e albe incantevoli:
  • Spiagge coperte interamente da montagne di conchiglie e pezzi di corallo.
  • Sabbia tanto bianca da riflettere completamente i raggi solari e, per questo, fresca al tatto;
  • Flora e fauna marina meravigliose (stelle marine giganti, alberi enormi, orchidee dai colori splendidi).
  • La forza del vento che gonfia le vele e la barca, con la prua, fende l’acqua del mare.

I sacrifici e la stanchezza accumulata dagli uomini dell’equipaggio, nei lunghi e stancanti spostamenti sono compensati da grida di gioia, quando ci si accosta ad Antigua, la più gran base navale del mondo, vale la pena di esserci arrivati per mare!

Dopo aver raggiunto la terraferma, si prova una strana sensazione di soddisfazione difficile da descrivere.

Le distanze, per un navigatore come lui, non esistono. Egli parla d’Antigua, la più gran base navale del mondo e delle Antille, delle Canarie, delle Azzorre, di Guadalupa, Barbuda, Dominica e di tante altre meraviglie del mondo e le presenta con quel grado di conoscenza che stupisce.

Le sue distanze sono appiattite e nel suo linguaggio cita, con conoscenze, atolli, città, paesi, coste del nostro pianeta come se fossero lì dietro l’angolo di casa; basta uscire ed eccoli spuntare.

Personalmente non sono mai stato su una grande barca a vela, per questo motivo il fascino, che prende il marinaio, non lo conosco. E’ grazie a questo e agli altri incontri, con Rocco a Presenza Lucana, che sono rimasto ammaliato dai tanti racconti sulla  bellezza della costa e del mare, ma soprattutto dalla passione nella descrizione della vita di un marinaio.

Salendo, metaforicamente, sulla barca di Rocco, e osservando la pianificazione della vita a bordo e osservando, con le foto proposte, le tante meraviglie di cui è ricco il nostro pianeta, mi sono innamorato di un mondo che, prima d’ora, non conoscevo in tutta la sua bellezza.

Questa presa visione del fascino della natura ha fatto comprendere che, ora è possibile  affrontare l’Oceano infinito, con mare, magari, forza 11 o calma piatta.

Dopo aver ammirato la bravura di Rocco nel campo della navigazione in mare, una briciola d’ammirazione e anche d’orgoglio verso un fratello dello stesso paese è entrata in me che, come quasi tutti i lucani, sono cresciuto in un mondo di sole origini contadine.

Tramite le foto digitali presentate, un’altra parte di mondo, è stato possibile inserirlo  nell’archivio della nostra memoria.

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