Difendersi dagli atti persecutori. Un vademecum contro lo stalking

Rubrica Stalking e Violenza

a cura del dott. Antonio Russo

Ricorda che sono considerati atti persecutori le molestie e/o minacce ripetute o maltrattamenti  tali da turbare le tue normali condizioni di vita e metterti in uno stato di insicurezza e di timori per te stessa. Tra i comportamenti persecutori più frequenti, ricordiamo:

– Telefonate e/o sms di minacce e insulti;
– Comportamenti ossessivi per attenzioni non richieste;
– Appostamenti fuori dal luogo di lavoro o sotto casa ;
– Danneggiamenti intenzionali a cose di tua proprietà (la macchina, la cassetta della posta, la porta di casa ecc.);
– Minacce a persone unite a te da un legame affettivo.

Il nostro ordinamento (art. 612-bis del codice penale) riconosce tali comportamenti come reati, meglio conosciuti con il termine inglese di “stalking”.
Dal 2009 è possibile ottenere una forma di tutela solo presentandosi ad un organo di Polizia Giudiziaria (Polizia di Stato o Carabinieri) e raccontando quanto succede. La persona molestatrice sarà chiamata ed “ammonita” senza che per questo si instauri un procedimento penale. Infatti, non è assolutamente necessario presentare querela o denuncia da parte della vittima.
Il Questore, con l’ammonimento, invita l’autore degli atti persecutori ad interrompere ogni interferenza nella vita della vittima e lo avverte che la ripetizione della sua condotta potrebbe assumere rilevanza penale.
In questo stadio non esiste alcun procedimento penale e l’ammonimento non viene iscritto sul certificato penale dell’ammonito.

Si procede però d’ufficio se:
– il soggetto è stato precedentemente ammonito
– il fatto è stato commesso nei confronti di un minore o di un disabile
– il reato è connesso con altro delitto perseguibile d’ufficio.

Se non si vuole presentare denuncia/querela ci si può rivolgere alle strutture/sportelli antistalking che hanno adottato svariate iniziative, in un lavoro di “rete” utile per la protezione di chi subisce violenze, aggressioni o stalking, con aiuto di consulenti, psicologo, medico, avvocato.

Se l’azioni di cui sopra sono insistenti, lesive tanto ad mettere ansia a voi, alla vostra famiglia, rivolgersi sempre al primo posto di Polizia, per denunciare lo stalker.

Antonio Russo

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