Senza confronto dialettico non ci puo’ essere democrazia

“La Costituzione italiana contempla governissimi, governi e governicchi, ma non governi istituzionali, ovverossia del Presidente”

Il confronto dialettico e’ il sale della politica, confronto venuto meno sia in campagna elettorale sia dopo e a distanza di due mesi dalle elezioni, l’ attuale classe politica fa ancora fatica a dialogare. Siamo all’ infantilismo politico.! Gia’ in campagna elettorale, tutti miravano a quel fatitico 40% dei consensi che abrebbe dato la maggioranza per poter governare. Due sono le cose, o non hanno capito il rosatellum, oppure non sanno piu’ cosa sia una democrazia rappresentativa e pluralista. Noi purtroppo dobbiamo ripeterci e se necessario sino alla nausea:” La “seconda” Repubblica, ha generato una classe politica capace solo di scimmiottare ma non di governare” e lo stanno dimostrando. Questa anche colpa dell’ attuale Capo dello Stato, che ha dato via al dialogo incominciando a sentire i presidenti dei due rami del Parlamento e non invece dare dare invece un primo incarico alla prima forza politica, come dovrebbe avvenire in ogni democrazia con un meccanismo elettorale proporzionale.

Il Capo dello Stato costituzionalmente deve sentire i presidenti sono in estremis e in casi di scoglimento delle camera, altro che consultazioni. Adesso a Sergio Mattarella non resta che sciogliere le camera e indire nuove elezioni. In base al primo comma dell articolo 61:” Le elezioni delle nuove Camere hanno luogo entro settanta giorni dalla fine delle precedent”. Puo farle anche a giugno, con la stessa legge elettorale …(Entro i setanta giorni); anche se ovviamente ssi avranno gli stessi risulati, perche’ non sono i meccanismo elettorale che formano i governi. La Costituzione italiana contempla governissimi, governi e governicchi, ma non governi istituzionali, ovverossia del Presidente, oppure di minoranza, occorre comunque averi i numeri dei seggi qualificati

Carmine Gonnella Londra 

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