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Squadrone Eliportato Carabinieri Cacciatori di Calabria: “costituzione” e ” Formazione

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di Lia Pasqualina Stani – Foto dell’autrice

È il 1° luglio 1991 quando viene ufficialmente costituita la nuova unità speciale dell’Arma dei Carabinieri. Lo Squadrone Eliportato Carabinieri Cacciatori ha un nome che non è casuale: è un riferimento ai Cacciatori delle Alpi di Garibaldi. Erano una Brigata di volontari che durante la seconda guerra di indipendenza, combattevano in territorio nemico, affiancando le unità regolari dell’Armata Sarda, utilizzando come tattica militare, la guerriglia. Riuscirono a combattere con determinazione ed impeto sei brigate austriache. Con la stessa determinazione, tenacia e forza d’animo oggi i carabinieri cacciatori dello Squadrone Eliportato di Calabria sono il peggior incubo dei latitanti di ‘ndrangheta.

Elemento caratteristico oltre la mimetica e l’uniforme di ordinanza, che li contraddistingue come ogni forza speciale, è il loro “basco rosso”. Ciascuno di loro, ne è geloso. Poggiandolo delicatamente sul loro capo, ne sono fieri quando lo indossano. È come identificarsi con esso.

Il primo corso di addestramento, della durata di ben trenta giorni, per chi inizialmente aveva risposto all’interpellanza, chiedendo di entrare nel nuovo reparto, già selezionati preventivamente, iniziò proprio il 1° luglio 1991. Lo stesso giorno in cui fu ufficialmente costituito il reparto. I primi cinquanta carabinieri furono inviati presso la caserma “Vannucci” di Livorno, sede del Reggimento “Tuscania”.

Il programma di approntamento fu molto severo per saggiare, certamente la preparazione teorica quanto la tenacia e la carica motivazionale degli aspiranti. Questo corso iniziale fu approntato per dare all’aspirante carabiniere cacciatore sia una formazione militare globale che una formazione investigativa ed operativa, orientata contro la criminalità organizzata calabrese, in modo particolare. Dato che i compiti a cui erano destinati questi carabinieri erano rischiosi e diversi, l’addestramento iniziale prevedeva il tiro alla precisione, allenamento al combattimento corpo a corpo e acquisizione di tecniche di elisbarco. Particolarmente curato fu l’insegnamento di come muoversi con prudenza in territori isolati boschivi, montagnosi e impervi in assenza di carte topografiche. Al termine di queste prime prove in pochi riuscirono a completare il corso finale. 

Sempre nel 1991, il 1° settembre, iniziò l’addestramento di altri cinquanta carabinieri. La selezione fu altrettanto severa e molti ancora non riuscirono a giungere sino alla fine di questo secondo corso. Il reparto comunque era pronto per entrare in azione su tutto il territorio calabrese, e i carabinieri qualificati come carabinieri cacciatori furono rinviati agli alloggi predisposti. La caserma dove lo Squadrone Eliportato Carabinieri Cacciatori di Calabria fu destinato, era all’interno di un vasto comprensorio militare, a circa 6 km dalla città di Vibo Valentia.

Il comprensorio in cui ha ancora sede la Caserma dello Squadrone, sorto nel 1935 come aeroporto militare, fu costruito con piste molto grandi per costruire basi di decollo ed atterraggio per ogni tipo di aereo all’epoca in possesso alla Regia Aeronautica. Il 1° agosto 1938, fu intitolato a Luigi Razza, in riferimento al Ministro dei Lavori Pubblici che in quel tempo, aveva voluto quell’aeroporto. Nel corso della Seconda Guerra Mondiale, per la sua posizione strategica nel Mediterraneo, costituì un polo per gli aerei italiani. Quando gli alleati sbarcarono in Sicilia il 10 luglio 1943, fu sottoposto a continui bombardamenti aerei. Il più devastante fu quello del 16 luglio che fece chiudere l’aeroporto per aver distrutto tutte le infrastrutture e le piste di volo. Trovarono la morte anche, 150 persone in seguito all’esplosione di bombe e per gli incendi sviluppatasi.

Dopo una serie di lavori di ristrutturazione che riguardarono la struttura nella sua totalità, nel 1968, l’Arma dei Carabinieri impiantò anche l’8°Nucleo Elicotteri. Nel 1976 negli alloggiamenti fu collocato il primo Plotone della Compagnia Speciale di Rosarno, che divenne poi la Compagnia Speciale di Vibo Valentia.

Dato che il comprensorio aveva ancora come spazio a sufficienza ed era poco distante dall’Aspromonte e dalle Sezze Vibonesi, fu scelto come destinazione finale dello Squadrone Eliportato Carabinieri Cacciatori di Calabria. Era ed è ancora oggi, logisticamente più semplice raggiungere dalla sede di Vibo Valentia, tutti i territori calabresi in cui la ‘ndrangheta si sviluppa ed opera illegalmente. Il 1° settembre 1992, fu creato il Gruppo Operativo Calabria per creare un supporto con attività gestionali e di coordinamento. Ad oggi invece a distanza di quasi un anno esiste in sostituzione del GOC, il 14° Battaglione Calabria.

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