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Squadrone Eliportato Carabinieri Cacciatori di Calabria: organizzazione ed attività

Ad oggi lo Squadrone Eliportato Carabinieri Cacciatori di Calabria è ben strutturato sia per la formazione che per lo svolgimento delle attività quotidiane. Ha un’organizzazione del personale ed operativa specifica e funzionale. È articolato su due Plotoni da cui dipendono per ciascuna di esse, circa 15 squadriglie.

La squadriglia è l’unità operativa di base: costituita da circa cinque o sei uomini, tra cui il comandante, un tiratore scelto, un pattugliatore scelto, un carabiniere abilitato al primo soccorso sia per militari che per civili infortunati o feriti, rocciatori e rocciatori abilitati al soccorso in montagna.

I carabinieri cacciatori dello Squadrone operano su tutto il territorio calabrese su aree prestabilite ovvero sono precise aree di impiego ben delimitate per ogni squadriglia, su cui esercitano la propria giurisdizione oltre che un capillare controllo, in coordinamento ed in supporto con i comandi territoriali locali.

Nei luoghi in cui si ha il sospetto che sia nascosto un latitante o si compiono attività illegali di qualsiasi tipo, i carabinieri cacciatori, operano su quel territorio attivando dei posti di osservazione occulti. Si avvalgono di sofisticati strumenti tecnologici idonei all’osservazione o alla rilevazione tecnica di dati come ricevitori satellitari o telemetri.

Le squadriglie possono ad ampio raggio compiere perlustrazioni, contemporaneamente eseguire appiattamenti in cui si mimetizzano con il territorio fino ad essere indistinguibili. Oltre a battute e rastrellamenti appiedati possono impiegare anche l’AB 412 che è a disposizione nell’hangar dell’8° Nucleo Elicotteri Carabinieri di Vibo Valentia, proprio nell’aeroporto militare in cui ha sede la caserma dello Squadrone. Dalla liberazione dei sei sequestrati alla cattura dei latitanti: questa è

l’attività a cui i carabinieri cacciatori dedicano la loro professionalità sacrificando la loro vita privata. I carabinieri dello Squadrone riescono a stanare latitanti che usano nascondigli difficili da individuare soprattutto in località aspromontane e non inaccessibili ed impraticabili. Ed è per questo che i rocciatori abilitati al soccorso in montagna possono essere impiegati anche nella ricerca di persone smarrite in montagna o nei boschi e le vittime di infortuni in burroni, dirupi, strapiombi o luoghi isolati. E se necessario gli uomini dello Squadrone si avvalgono sempre dell’elicottero.

I carabinieri cacciatori posso essere impiegati su richiesta al Comando Generale dell’Arma in altre Province d’Italia o in per servizi di ordine pubblico.

La ricerca e l’arresto dei latitanti richiede una preparazione ed un addestramento continuo e quotidiano oltre che annuale, soprattutto per la ricerca e l’individuazione dei bunker in posti in cui nessuno andrebbe a cercare.

I carabinieri cacciatori soprattutto nei mesi estivi sono impegnati anche nella ricerca ed estirpazione delle pinte di canapa indiana che dall’Aspromonte, nelle sue foreste e nei suoi boschi, fino alla piana di Gioia Tauro viene coltivata, essiccata per essere venduta dal sud fino al Nord. D’altronde il consumo della Canapa Indiana proveniente dalla Calabria è molto elevato, per la particolarità delle piante utilizzate. Anche se per contrastare l’uso della stessa on basta una rieducazione e un approfondimento scolastico, quando speso proprio chi vende e spaccia sono “pusher” adolescenti. Oltretutto molti sono i giovani dediti alla  coltivazione “diretta” e alla cura delle piantagioni perché pur di non lavorare dignitosamente, preferiscono il guadagno facile con il rischio se non con la certezza che saranno stanati e non saranno mai ricchi, ma solo servitori del malaffare.

Lia Pasqualina Stani

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