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Berlusconi a caccia di ‘responsabili’

Per la soluzione del rebus governo Silvio Berlusconi non cambia linea: spetta al centrodestra provare a formare un esecutivo, magari grazie al soccorso dei responsabili. Ovvero, cercando i voti, ad uno ad uno, in Parlamento di tutte le forze responsabili, compreso il Pd e M5S. Lo schema ricalca il modello spagnolo del governo di minoranza o della ‘non fiducia’ per le urgenze del Paese, che piace molto anche al presidente del Parlamento Ue, l’azzurro Antonio Tajani. Una ‘soluzione ponte’, sponsorizzata sin dal primo momento da Gianni Letta, per approvare subito con chi ci sta alcuni provvedimenti urgenti come la manovrina economica richiesta dalla Commissione Ue, evitando l’aumento dell’Iva, e la riforma della legge elettorale.

Di fatto questa ‘formula’ non esclude un ‘governo del presidente’ o meglio la formazione di una squadra per andare a palazzo Chigi sotto la supervisione del Colle. Resta, però, il nodo della Lega: sarà difficile, infatti, convincere Matteo Salvini, contrario a qualsiasi appeasement con il Pd e a stringere intese con gli ‘Scilipoti di turno’. Scilipoti che, in una nota, ha voluto ricordare “al leader leghista che le mie scelte del passato hanno evitato che l’Italia finisse nelle mani dei banchieri”, “sarebbe interessante confrontare i nostri rispettivi curricula vitae. Gli italiani valuteranno chi è l’uno e chi è l’altro”.

A rilanciare oggi l’idea di coinvolgere il ‘voto responsabile’ è la capogruppo forzista al Senato, Anna Maria Bernini: ”A due mesi dal voto la priorità per Forza Italia è dare subito un governo al Paese, uscendo dalle chiacchiere inconcludenti e dannose di chi parla troppo e fa troppo poco. Un governo di centrodestra, votato dagli italiani e sostenuto in Parlamento da voti responsabili, per rispondere presto e bene ai bisogni e alle esigenze del Paese”.

Ancora una volta riflettori tornano a essere puntati sul ‘serbatoio’ del gruppo Misto, bacino ‘incolore’ di tutti i ‘fuoriusciti’ delle varie forze politiche. I più ‘attenzionati’ saranno i grillini sospesi, centristi di varia estrazione e quelli nel Pd, naturalmente, pronti a dare una mano per senso di responsabilità appunto.

I ‘responsabili’ sono un vecchio pallino del leader azzurro. Il primo pensiero, naturalmente, va al ‘precedente’ di 6-7 anni fa, quando nacque il ‘gruppo dei responsabili’ che mantennero in piedi il governo di centrodestra tra il 2010 e il 2011. Tra i nomi spiccavano quelli di Antonio Razzi e Domenico Scilipoti, che fanno venire l’orticaria alla Lega.

Il Cav è tornato ad accarezzare l’idea del soccorso responsabile mesi prima del 4 marzo. A fine febbraio scorso Berlusconi lanciò l’amo pubblicamente: ”Non si dice mai di no a chi dice che sottoscrive il programma. Si tratterebbe di ‘responsabili'”. Le sue parole fecero discutere, sollevarono un polverone di polemiche e non se ne fece niente.

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