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Vendola ha lasciato la sanità in attivo, Emiliano le scelte sbagliate

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Nota del consigliere regionale di Sinistra Italiana/Liberi E Uguali Mino Borraccino.

“Invece di tirare in ballo sempre Nichi Vendola, il Presidente Emiliano dovrebbe trovare altri argomenti e fornire ben più convincenti spiegazioni alla cittadinanza, per dimostrare la sua tesi sul miglioramento che suoi tagli alla Sanità pugliese dovrebbero produrre in favore della cittadinanza. Non serve fare troppi esempi per dimostrare la infondatezza della accusa politica alla precedente Giunta, è sufficiente evidenziare che, al contrario di quanto fatto in precedenza, Emiliano ha scelto di riversare quasi la totalità dei tagli alla spesa sanitaria, imposti dal Governo (retto dal suo Partito) sulle strutture pubbliche, lasciando invariata la spesa di oltre 800 milioni di euro in favore di quelle private. Ricordo che quest’ultimo fu uno dei motivi per i quali il sottoscritto si schierò contro al Piano Sanitario del Presidente regionale. Oggi in Puglia ci sono 31 strutture ospedaliere pubbliche e 31 private che fra qualche anno, in conseguenza del Piano Emiliano, diventeranno 21 pubbliche a fronte di 31 private.

Una scelta tanto chiara da parte di chi l’ha compiuta, quanto inaccettabile per chi combatte per mantenere perlomeno un equilibrio fra Sanità pubblica e Sanità privata. Il Presidente Emiliano, per individuare i problemi che i pugliesi lamentano, deve rivolgere lo sguardo molto di più verso le sue scelte e molto di meno verso quelle fatte da Vendola, perché a noi ed ai cittadini è chiaro sempre di più che si stanno facendo enormi passi indietro. Le chiusure dei Punti di Primo Intervento, mascherate dalla parola riconversione, produrranno effetti deleteri in diversi territori, basti pensare alla drammatica situazione di sovraffollamento che vive il Pronto Soccorso dell’Ospedale SS Annunziata di Taranto, dove già oggi si concentra la richiesta di soccorso proveniente da un numero di abitanti davvero sproporzionato. 
Invito, pertanto, il Presidente Emiliano a non usare argomenti, certamente condivisi, come la lotta agli sprechi ed alle rendite di posizione di alcuni Dirigenti medici ed amministrativi, per giustificare le sue scelte sbagliate sulla Sanità pubblica. “

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