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Bari, tre baci perugina agli umbri

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Bari – Il Bari che non ti aspetti gliene fa tre al Perugia confermando la tradizione che lo vuole quasi sempre vincente ogni qualvolta che è in difficoltà con la rosa. Un Bari che, matematicamente ai playoff e come da antropologia, crea il solito batticuore ai tifosi che fino alla fine hanno trepidato temendo una rimonta umbra. Tre, dunque, i baci perugina scartati dai biancorossi al cospetto di un pericoloso Perugia a cui non gli è rimasto che aprire i cioccolatini e leggere gli aforismi.
Dopo una settimana a dir poco tribolata, passata tra le squalifiche – peraltro previste – di ben tre giocatori, e comunicati di un deferimento per la società di Via Torrebella e di una smentita da parte del Presidente, il Bari era chiamato a dare un calcio a tutto e a tutti, tappandosi le orecchie e guardando solo avanti alla ricerca di punti fondamentali per rimanere aggrappati ai plyoff e, perché no, alimentare quella flebile fiammella ancora accesa per arrivare secondi visto che la matematica lo consentiva, anche in previsione di una eventuale malaugurata penalità. E lo ha fatto con una squadra tosta, il Perugia, squadra dallo score invidiabile soprattutto nel girone di ritorno (terzi su tutti) anche se provenienti da due pareggi ed una sconfitta nelle ultime tre gare, in quello che si può considerare un’anteprima di playoff che, a sole due lunghezze, cercava a Bari il lasciapassare per superare in classifica la società biancorossa. Ma così non è stato.
Partita dal coefficiente piuttosto alto, sia per il livello dell’avversario, sia per la suddetta defezione di almeno tre giocatori titolari, Nenè, Marrone ed Henderson, tutti squalificati dal giudice sportivo in settimana.
Grosso, silente uomo caparbio e capitano coraggioso che, rivoluzionario come Don Chisciotte, da cavaliere errante alla ricerca di uno slancio, fosse anche di un sogno folle, ha mandato in campo Micai tra i pali, Balkovec, Gyomber, Empereur e Sabelli in difesa, Iocolano, Basha e Busellato a centrocampo, Cissè, la sorpresa Andrada, ed Improta in avanti e con il rientrante Cicco Brienza pronto all’occorrenza insieme ad Oikonomou, dopo tre mesi di infortunio finalmente convocato. Mentre Breda ha risposto con Leali tra i pali, Volta, Belmonte e Magnani in difesa, Mustacchio, Gustafson, Colombatto e Pajac e Bonaiuto a centrocampo, Di Carmine in avanti con Diamanti a supporto.
Ed è il Perugia a mettere il punto sulle i rendendosi pericolosissimo nei primi minuti: al 1′ tiro di Bonaiuto respinto da Micai con un tuffo. Ancora al 4′ Mustacchio ha provato a rendersi pericoloso con un tiro dal limite parato da Micai.
Poi Iocolano perde alla a centrocampo il pallone, ne ha approfittato Diamanti che da fuori area ha tirato in porta ma Micai ha deviato quel che basta in corner.
Ancora al 7′ una conclusione in semi rovesciata di Bonaiuto di poco fuori che ha approfittato di un errore di Andrada che ha perso la palla a centrocampo.
Il Bari trova difficoltà nel proporsi, le intese mancano e ogni buon proposito viene distrutto dagli umbri, tra l’altro perde troppi palloni a centrocampo snervando i quattordicimila presenti almeno fino al 14′ quando, finalmente, il Bari con un cross di Iocolano, va in gol di testa con Improta ma il gol viene annullato per fuori gioco.
Il Perugia gioca molto meglio del Bari che si dimostra più squadra rispetto al Bari a cui mancano idee anche perché il Perugia chiude tutte le fonti di gioco.
Al 28′ la svolta per il Bari: destro di Basha, ricevuto il pallone da Iocolano, che ha sfoderato un tiro sulla sinistra di Leali che è finito di un soffio fuori. Sarà la prima vera conclusione del Bari che da quel momento sembra mettere il muso fuori dalla propria area proponendosi in avanti dopo la sfuriata umbra.
Al 35′ c’è da segnalare un braccio netto di Pajac in area di rigore non visto dall’arbitro Sacchi e al 37′, come per magia, un colpo di testa di Gyomber, su punizione battuta da Balkovec, fa gol.
Il Bari esce dal proprio guscio fino a rendersi pericoloso al 40′ con un gran sinistro di Cisse’ troppo centrale per Leali che para senza affanni.
Termina, così, il primo tempo con una prima frazione di marca perugina e la seconda metà, sia pur con diversi errori, di marca barese che ha coinciso col gol di Gyomber alla sua prima rete col Bari.
Il secondo tempo si apre con il Perugia che, ancora una volta, si rende pericoloso: al 6′ infatti, c’è da segnalare la traversa di Di Carmine, di testa, su un cross di Diamanti dalla destra.
C’è da difendere il risultato, o al limite ipotecarlo con un secondo gol, ma il Perugia quando attacca risulta sempre pericoloso anche perché Breda ha cambiato qualcosa in campo con Terrani al posto di Pajac e Gonzales al posto di Magnani, giocatori freschi.
Al 20′ su cross di Iocolano, Cisse’ cerca il gol d’autore con una mezza rovesciata ma il pallone termina abbondantemente fuori: peccato perché aveva tutto il tempo per fare molto meglio.
E’ il momento di Floro Flores al 22′ con l’imperativo di chiudere la partita, al posto di Improta.
Al 24 occasione di Bonaiuto in diagonale servito nel cuore dell’area piccola di gioco ma rinvia Micai.
Al 28′ l’apoteosi: Floro Flores chiude il triangolo con Andrada il quale, con un gran tiro telefonato alla Dybala, spedisce nell’angolo alto della rete. Il pubblico è in visibilio per la prodezza dell’argentino che ha segnato davvero un grande gol. Evidentemente Grosso ci ha visto bene nel farlo partire titolare.
Breda, quindi, cerca il tutto per tutto facendo entrare Geroni al posto di Colombatto ma al 34′ è ancora il Bari a rendersi pericoloso con un cross di Andrada per Iocolano ma anche lui cerca il gol d’autore in semi rovesciata (ormai dopo Ronaldo vanno di moda) ma il pallone termina al lato. Peccato poteva chiudere la partita facendo meglio.
Il Bari non demorde e cerca di chiudere la partita con Basha che detta i tempi a centrocampo, e con due forze della natura come Foro Flores, autentica sorpresa di questa fine torneo, e Cisse’ che si cercano risultando pericolosi.
E siccome il Perugia non ne vuol sapere di alzare bandiera bianca, al 40′ con un gran sinistro di Diamanti, da fuori area, accorcia le distanze.
C’è da soffrire fino alla fine come nel DNA del Bari e allora Grosso decide che è il momento di Ciccio Brienza per Cissè e di Diakitè per Andrada, sostituzioni che hanno il sapore dell’esperienza, cosa che ci vuole assolutamente in queste situazioni.
E al 45′ il gol di Floro Flores con un’azione magistrale, facendo sedere un avversario, entra in area da solo e chiude la partita segnando il 3-1.
Una vittoria meritata da parte del Bari che si conferma al sesto posto e che serve sicuramente per i morale in vista delle ultime due gare di Parma e in casa col Carpi, partite per le quali occorrerà il miglior Bari.
Nel frattempo Grosso prosegue col suo silenzio imperituro convinto della sua decisione, probabilmente contrariato con qualcuno della stampa. Scriveva Marx, di cui oggi ricorre il duecentesimo anniversario della nascita “La ragione è sempre esistita ma non sempre in una forma ragionevole”.

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