Magistratura onoraria, Bignami (Fi): “la riforma non tutela la categoria”

La riforma della magistratura di pace ed onoraria del Ministro Orlando è al centro di una interrogazione parlamentare del Deputato di Forza Italia Galeazzo Bignami. Con specifico riguardo alla magistratura onoraria Bignami ricorda che la riforma sta creando “evidenti malumori nella categoria” e che “già il 22 febbraio 2018 era stata indetta una manifestazione (a seguito dello sciopero di quattro settimane terminato il 4 febbraio) a Roma, in piazza Cavour, per protestare contro una riforma che avrebbe ulteriormente precarizzato la funzione, ridimensionando il magistrato onorario a semplice volontario dell’amministrazione della giustizia e senza sufficienti tutele”.

“La riforma, così come pensata,  – dice Bignami – inserirebbe i magistrati onorari, in servizio anche da molti anni, nell’ufficio del processo. Ciò potrebbe comportare una perdita delle professionalità acquisite nel tempo, derivando la professionalità stessa dal fatto che i giudici onorari, anche quelli in servizio da oltre vent’anni, non sarebbero più di fatto chiamati a svolgere le funzioni giurisdizionali ma verrebbero impiegati per il mero studio degli atti oltre che per il compimento di atti preparatori e di minute ‘sotto la direzione e il coordinamento del giudice professionale’ con conseguente perdita di ogni autonomia nella gestione dei procedimenti”.

Una riforma carente sotto il profilo delle tutele per quanto riguarda tra l’altro, la maternità, le malattie, le ferie “oltre al modesto riconoscimento retributivo per i magistrati onorari che ammonterebbe a indennità fisse pari a 16mila euro annui per due giorni di udienza”, ribadisce Bignami.

Il deputato di Forza Italia è chiaro nel definire la riforma “incompatibile con la realtà”.

“E’ infatti complicato immaginare che il rapporto eventualmente determinato con la riforma possa esaurire in due giorni lavorativi settimanali l’impegno dei magistrati onorari – afferma -. Questo ancor più ove si ritenga di accedere alla interpretazione dell’ANM che vorrebbe i due giorni di collaborazione riferiti solo all’attività di udienza, postulando quindi una ulteriore attività extra udienza per la quale i magistrati onorari, pur non essendo fisicamente impegnati nelle aule di giustizia, comunque dovrebbero condurre attività di studio e ricerca funzionale all’ufficio del giudice ordinario. La riforma andrebbe inoltre a porre gli oneri contributivi a carico dei magistrati onorari parametrando il sistema previdenziale a quello dei lavoratori autonomi”.

Bignami chiede pertanto al Ministro della Giustizia “se si siano svolti o siano previsti colloqui e incontri con i rappresentanti della magistratura onoraria per dare riscontro alle istanze della categoria, quali siano le criticità emerse dal confronto con i rappresentanti della magistratura onoraria e quali iniziative si intenda assumere per superarle”.

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