“Le Comunita’ Montane di Gioia e di Mottola” di Michele Annese

Presentazione del dott. Antonio Silvestri,già Presidente della Comunità Montana della Murgia Sud Orientale e Assessore regionale

CRISPIANO – Ad iniziativa della Fondazione “Nuove Proposte” di Martina Franca, è stato presentato il libro di Michele Annese “Le Comunità Montane di Gioia e di Mottola-L’avventura degli eterni Giovani della 285”(BookSprint Edizioni,2017,pp.144, copertina di Marzia Annese). Il Presidente della Fondazione avv. Elio Michele Greco, ha espresso la sua soddisfazione per l’evento organizzato con la valida collaborazione della figlia Cinzia e del nipote Gianluigi Ancona, sottolineando l’amicizia e la collaborazione con Annese, in qualità di direttore della Biblioteca “C. Natale” di Crispiano e di segretario generale della Comunità Montana di Gioia del Colle, nell’attuazione di progetti di diffusione della cultura in Puglia, in Italia e all’estero, attraverso varie iniziative dal premio Ciaia (Un libro in premio e un premio in libri) alla biblioteca in vetrina, alla  biblioteca in condominio, agli incontri con artisti e letterati; ecc.

Il dott. Silvestri, già presidente della Comunità Montana Murgia sud orientale e assessore regionale di Gioia del Colle, ha ricordato l’esperienza con Annese a livello politico e istituzionale, sottolineando la sincera e proficua amicizia e si è detto onorato di aver operato all’interno della Comunità Montana dal 1981, quando Annese fu chiamato a ricoprire l’incarico di segretario generale dell’Ente (incarico ricoperto per oltre 30 anni, di cui i primi 6  condivisi con la presidenza Silvestri).

Il titolo del libro, ha detto Silvestri, dà il segnale di qualcosa di anomalo. Si parla di due Comunità Montane, prima era l’unica Comunità Montana interprovinciale in Italia, poi per legge regionale è stata sdoppiata nell’ambito delle rispettive province. Le Comunità Montane sono sorte come Consorzi tra Comuni, soggette purtroppo alle modifiche delle leggi e alle conseguenti modifiche del lavoro e degli interventi avviati. Nate come Ente cerniera tra Comuni e Regioni, di fatto le Comunità Montane non hanno mai espletato questa funzione, sono rimaste le cenerentole degli Enti locali, perché non c’era una linea di congiungimento tra Comuni e Regione. Esse dovevano inventarsi un ruolo, subendo continuamente un martirio legislativo. Le leggi successive hanno modificato il funzionamento delle Comunità, fino alla loro soppressione e sostituzione con le Associazioni dei Comuni. Tutte queste difficoltà Annese le evidenzia nel suo racconto, difficoltà  da lui vissute nel ruolo di segretario generale; ha avuto il pregio, però, di dare all’opera un taglio giornalistico, grazie alla sua attività di giornalista di ricerca non di attacco. E’ stata una scelta culturale, non esprime mai un giudizio sull’operato degli amministratori, nel rispetto dei ruoli; con linguaggio moderato  ed essenziale, Annese riporta l’attività di tutte le Amministrazioni che si sono succedute nei 30 anni di vita della Comunità. Non è uno spaccato della vita amministrativa, ma una summa, l’insieme delle attività svolte; è un “libro-documento”, un libro prezioso per capire come si sono evolute le espressioni legislative europee applicate ai rapporti tra Enti nazionali, regionali, provinciali e comunali. Il principio di montanità non è stato mai consolidato in una definizione, è stata una materia fluttuante sempre alla mercé dei legislatori. Con ogni nuovo presidente si correva il rischio di perdere ciò che era stato realizzato in precedenza. A differenza di quanto avviene nei Consorzi, i rappresentanti dei Comuni che entravano nel Consiglio  della Comunità Montana avevano un ruolo di responsabilità nella gestione, ne rinnovavano la struttura e spesso i Comuni non erano votati alla collaborazione, ma al confronto orgoglioso tra loro. Era quindi necessario tenere legati i segmenti, per fare un unicum, era necessario adoperarsi per tenere salda la maggioranza, che doveva procedere nella programmazione e nella prosecuzione dei progetti avviati.

Annese, senza esprimere valutazioni politiche sulla gestione amministrativa, mostra in tutti i passaggi competenza e conoscenza del modo di operare negli organismi amministrativi; ha vissuto il dramma legislativo, ma ha rappresentato la continuità della Comunità Montana. Soprattutto quando, con legge regionale, fu necessario rideterminare i perimetri delle due Comunità Montane, specificando che gli Enti dovevano risiedere all’interno del territorio provinciale e nell’ambito del  territorio montano, si rese necessario lo sdoppiamento: la Comunità Montana della Murgia Barese Sud Est, 7 Comuni, con sede a Gioia del Colle e la Comunità Montana della Murgia Tarantina, 9 Comuni, con sede a Mottola. Annese mostra, nel raccontare, che il provvedimento non è stato gradito, visto che il modello di organizzazione del lavoro, il clima di collaborazione e di amicizia presenti nell’Ente, veniva sconvolto. Il processo di smobilitazione e di scissione comportò la vanificazione di tanti progetti avviati; con una ulteriore disposizione legislativa (T.U. 267/2000) usciva dalla Comunità Montana il Comune di Martina Franca, perché superiore a 40 mila abitanti e veniva garantita l’entrata di Comuni non classificati montani. Il principio che si era consolidato, secondo il quale per lo sviluppo di un territorio è necessaria la collaborazione e la sinergia tra Comuni ed Enti esterni, veniva compromesso;  diventava difficile coordinare paesi con economia di montagna e paesi con economia di pianura. (ricordiamo la polemica, a livello nazionale, suscitata da Rizzo e Stella con la pubblicazione del libro “La Casta”, nel quale la Comunità Montana di Mottola era diventata il simbolo di tutti gli sprechi della politica in Italia). E infine lo scioglimento, con cui la Murgia ha perso tanto, in termini di valorizzazione del territorio, fruizione di aiuti economici per il completamento di progetti e infrastrutture avviate.

Quale quindi l’obiettivo che Annese si è posto nel ricostruire la vita delle Comunità? Si chiede Silvestri. Ringraziare gli ex giovani della 285, divenuti col tempo dei collaboratori. Inizialmente erano 126 i soci facenti parte di una cooperativa barese che si recavano a Gioia del Colle per interessarsi di problemi di forestazione, prevenzione incendi, irrigazioni, seguiti dalla nascente Comunità Montana, con i rappresentanti dei Comuni, riunitisi per la prima volta a Martina Franca, sotto la presidenza dell’avv. Nino Caroli Casavola. Non avevano un programma, un piano di sviluppo socio-economico, elaborato per la prima volta sotto la presidenza Silvestri con il coordinamento tecnico del dott. Nino Simeone;  in pratica questi giovani non avevano niente da fare e non avevano nessuna garanzia di uno stipendio regolare. Di questa prima gestione purtroppo non ci sono gli atti. In 30 anni si era creato un gruppo capace di operare in modo coordinato, si era creata un’atmosfera operativa positiva. Successivamente però queste unità lavorative sono state costrette a cercare altri Enti in cui inserirsi professionalmente, per cui c’è stato un fuggi fuggi di persone preparate, verso Consorzi, Comuni, Provincia e Regione, sino alla stabilizzazione finale di 6 dipendenti. Ma non si possono dimenticare, ha concluso il dott. Silvestri, le tracce lasciate nel territorio della Murgia: infrastrutture territoriali, sperimentazioni in agricoltura, sostegno agli allevamenti, promozione turistica, nascita istituto alberghiero a Crispiano e la realizzazione del piano di tutela e di valorizzazione del bosco “Pianelle”, divenuta poi area protetta con legge regionale. Per questo progetto fu incaricata un’equipe formata dall’ing. Giuseppe Ancona, dall’arch. Stella Ancona, dall’esperta forestale Anna Maria Castellaneta e dal geologo Francesco D’Allura;

Michele Annese nel suo intervento, ha subito ringraziato Elio Greco, presidente di “Nuove Proposte”, per il suo generoso contributo allo sviluppo culturale di Crispiano, con le brillanti manifestazioni e iniziative trasferite nel territorio crispianese, grazie anche alla collaborazione di Franco Punzi, cittadino onorario di Crispiano e alla vicinanza di Antonio Magazzino, sostenitore delle belle esperienze di gemellaggio con la Grecia, nelle vesti di sindaco, di vice sindaco e semplice cittadino. Un grazie particolare ha rivolto al grande amico Antonio Silvestri, primo presidente eletto alla Comunità Montana e con il quale Annese ha iniziato la sua attività di segretario generale a Gioia del Colle. A Silvestri è stato anche riconosciuto il merito di aver previsto, tra gli interventi dell’Ente montano, il sostegno finanziario anche alle attività culturali sul territorio e istituito l’ufficio stampa, affidato al giornalista Paolo Aquaro per favorire il collegamento con e tra i Comuni, l’attività degli amministratori e la comunicazione con gli operatori economici e turistici del territorio.

In relazione al libro presentato, l’autore ha confermato il suo intento di rendere omaggio ai 126 giovani 285, protagonisti insieme agli amministratori che si sono succeduti, delle scelte fatte, dei risultati raggiunti. La Comunità Montana ha contribuito validamente a rafforzare la speranza di quanti vivevano nelle campagne, a credere nelle loro risorse, a migliorare le proprie condizioni di vita. Le tante innovazioni, sia nell’agricoltura che nell’allevamento e le promozioni turistiche, culturali e sociali, hanno trasformato il volto delle campagne murgesi, ed è con vero rammarico, ha sottolineato Annese, constatare con quanta leggerezza sono state approvate leggi di scioglimento delle Comunità montane, con la conseguente perdita di risorse economiche europee.

Il libro documenta pedissequamente quanto è stato fatto con l’entusiasmo degli amministratori e l’impegno dei giovani coadiuvati da validi professionisti incaricati, grazie ai quali sono stati attuati progetti di avanguardia. Annese ha salutato e ringraziato i presenti in sala, avv. Enrico Pellegrini, già presidente, i consiglieri  dott.ssa Antonietta Lella e Antonio Palmisano, i dipendenti Stefano Palazzo, Michele Ricci, Pietro Indellicato, Giorgio Aquaro, Michele Larato, i professionisti Nico Blasi, direttore del gruppo “Umanesimo della Pietra”, all’epoca promotore della rivista di cultura ambientalistica “Verde” e del progetto “Operazione grande albero” (classificazione delle Querce secolari), editi e finanziati dalla Comunità Montana, il rag. Antonio Tagariello, l’ing. Carmelo Schiattone, l’ing. Paolo Scialpi, il geom. Mino Marzulli, il dott. Martino De Cesare, il dott. Vincenzo Chirulli e Vinicio Aquaro, operatore culturale, promotore del “Premio letterario “Valle dei trulli”, la sig.ra Caterina Lofano che ha assicurato la prosecuzione della gestione della Biblioteca di Crispiano e la sig.ra Mariangela Liuzzi, presidente dell’Associazione “Minerva”.

Un ringraziamento particolare Annese l’ha rivolto ai fautori dell’opera pubblicata con il “fai da te”, per l’impegno profuso dalla moglie Silvia Laddomada, dalla sig.ra Cristina Cianfarani e dal dott. Donato Basso.

Al termine l’avv. Greco ha preannunciato l’assegnazione di una medaglia d’oro al prof. Vito Giampetruzzi, già presidente della Comunità Montana barese, quale premio “per l’opera meritoria di sostegno alle diverse iniziative culturali sul territorio ed in particolare il recupero e la valorizzazione dell’ex convento dei Frati Francescani Riformati di Santeramo in Colle”, che verrà consegnata in una prossima serata di presentazione del libro.

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