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Colle, governo neutro o voto a luglio

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Dopo il no ribadito dai 5 Stelle e dalla Lega a un governo tecnico, prende forza l’ipotesi di tornare del voto subito, a luglio. Se dopo il terzo e ultimo giro di consultazioni la situazione non dovesse sbloccarsi, l’orientamento del Colle sarebbe quello di dare vita a un governo di tregua che, se non dovesse incassare la fiducia in Parlamento, avrebbe il compito proprio di traghettare il Paese a elezioni. In attesa delle decisioni del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, impegnato fino a stasera nelle consultazioni, Matteo Salvini e Luigi Di Maio, dopo un faccia a faccia a Montecitorio, avanzano anche una data: l’8 luglio.

L’ORIENTAMENTO DEL COLLE – Se anche durante gli incontri di oggi non emergeranno soluzioni per maggioranze parlamentari in grado di sostenere un governo, Mattarella darà vita a un esecutivo di tregua, che porterà il Paese a elezioni anche a luglio se non ottenesse la fiducia in Parlamento. Non potranno essere quindi né l’attuale governo guidato da Paolo Gentiloni, né un eventuale gabinetto guidato da un esponente di centrodestra ma bocciato dalle Camere a gestire la fase pre-elettorale.

Nel primo caso si tratterebbe infatti di un esecutivo figlio della precedente legislatura ed espressione di una maggioranza parlamentare non più esistente, tra l’altro guidato da una personalità che con tutta probabilità potrebbe essere il candidato premier del Pd e del centrosinistra. Un vantaggio che Mattarella, fedele al ruolo di arbitro imparziale assunto sin dal primo giorno del mandato, non vuole concedere a nessuna forza politica e schieramento, quindi neanche a un ipotetico esecutivo espresso dal centrodestra.

Se nei prossimi dieci giorni un eventuale governo proposto dal capo dello Stato dovesse essere bocciato in Parlamento, a quel punto potrebbe arrivare subito lo scioglimento delle Camere, con elezioni anche la prima quindicina di luglio. A meno che non ci sia un accordo tra i partiti per uno scioglimento posticipato di qualche settimana, per votare a fine settembre.

E’ chiaro che l’auspicio di Mattarella è che un eventuale esecutivo di tregua riesca comunque ad andare avanti per qualche mese, per approvare la legge di Bilancio e neutralizzare le clausole di salvaguardia che prevedono per i prossimi anni un graduale aumento dell’Iva fino al 25 per cento. Obiettivo che secondo il leader del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio, si potrebbe raggiungere anche con un decreto legge, possibilità che tuttavia richiede vari approfondimenti.

In ogni caso, qualunque sia l’orizzonte temporale, il presidente della Repubblica, certificata l’impossibilità di un accordo tra i partiti per dar vita a una maggioranza parlamentare in grado di sostenere un governo, non esiterà, come si suol dire, a metterci la faccia: manderà in Parlamento comunque un esecutivo che gestisca almeno le elezioni, perché altri gabinetti non possono farlo.

SALVINI E DI MAIO PROPONGONO L’8 LUGLIO – Dopo un faccia a faccia a Montecitorio Matteo Salvini e Luigi Di Maio propongono la data dell’8 luglio per le elezioni in caso di impossibilità di un esecutivo politico. “Sto provando fino all’ultimo a dare un governo al Paese, ascoltando tutti: se ci riesco sono felice, altrimenti l’unica opzione è tornare al voto per chiedere fiducia direttamente agli italiani” dice Salvini, che aggiunge: “Penso che la data dell’8 luglio sia quella più vicina efficace, netta per dare un governo”. Stessa linea per Di Maio: “Senza un governo politico possibile, data per votare è l’8 luglio” ribadisce il leader 5S: “Governi tecnici alla Monti non sono possibili”.

LE CONSULTAZIONI – Intanto in mattinata consultazioni al Colle per il Movimento 5 Stelle, il centrodestra e il Pd, nel pomeriggio Leu, Autonomie Senato, Gruppi Misti di Senato e Camera. Poi i colloqui con i presidenti della Camera Roberto Fico e del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati. Finite le consultazioni Mattarella potrebbe tracciare un bilancio e indicare come procedere nei prossimi giorni.

L’AUT AUT DI DI MAIO – Primo a salire al Colle questa mattina è stato il Movimento 5 Stelle. “Se non ci saranno le condizioni per un governo politico, per noi è giusto si torni al voto”. E, in tal caso, “sarà ballottaggio” tra M5S e Lega, ha detto Luigi Di Maio. “Al di là delle valutazioni che farà il presidente della Repubblica – rimarca il leader pentastellato – mi sento di dire che non siamo disponibili a votare la fiducia a un governo tecnico”. “Se terza Repubblica deve essere – ribadisce Di Maio – i politici e le forze politiche devono fare un passo indietro, i cittadini un passo avanti”.

CENTRODESTRA PRONTO A GOVERNARE – Salvini, al termine delle consultazioni al Quirinale dei partiti di centrodestra, ha detto: “Abbiamo offerto al presidente della Repubblica, consci del fatto che il Paese non può aspettare e che i problemi da risolvere sono tanti, la disponibilità mia, a nome della coalizione che ha preso più voti dagli italiani, adar vita a un governo che cominci a risolvere tutti i problemi del Paese: dal lavoro alle tasse, dalle pensioni all’immigrazione”. “Confidiamo – ha aggiunto il leader della Lega – che il presidente della Repubblica ci dia modo di trovare una maggioranza”.

PRESSING PD PER SUPERARE LO STALLO- Maurizio Martina, uscendo dalle consultazioni, ha sottolineato: “A questo punto è urgente dare una soluzione alla crisi” e “superare lo stallo”. “Basta prendere tempo – ha scandito – basta traccheggiare, basta esasperare alcune logiche di parte che abbiamo sentito ancora in queste ore, basta con il gioco dell’oca”. “Abbiamo confermato al presidente della Repubblica piena fiducia, noi sosterremo l’iniziativa del presidente della Repubblica fino in fondo con lo spirito che abbiamo cercato di indicare anche in queste ore: prima di tutto il Paese”, ha sottolineato.

LA POSIZIONE DI LEU E DELLE AUTONOMIE- “Noi di Liberi e uguali – ha affermato Pietro Grasso, al termine delle consultazioni – abbiamo ribadito la stessa posizione di sempre: i nostri voti, per quanto non dirimenti ai fini delle maggioranze parlamentari, non sono, come è ovvio, a disposizione di alcuna maggioranza che coinvolga le forze di centrodestra”. Il Gruppo delle Autonomie del Senato con i suoi otto membri, ha affermato la capogruppo Julia Unterberger, è pronto a “votare un eventuale governo del Presidente” perché “votare in piena estate porterebbe lo stesso risultato”.

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