Rai: Santoro, mi candido al consiglio d’amministrazione

‘Qualunque cosa produca la tv pubblica si sappia quanto costa’ 

‘Mandero’ il mio curriculum a Camera e Senato per candidarmi al Cda Rai. Non ho nessuna speranza che mi scelgano, ma almeno li costringero’ a scegliere una persona diversa da me che magari condividera’ la mia idea. La mia e’ che qualunque cosa produca il servizio pubblico io devo sapere quanto costa’. Lo annuncia Michele Santoro alla presentazione di ‘M’, in onda su Rai3.

“Manderò il mio curriculum a Camera e Senato per candidarmi al Consiglio di amministrazione Rai. Non ho nessuna speranza che mi scelgano, ma comunque perlomeno li costringerò a dover aprire un dibattito per selezionare una persona diversa da me e che qualcuna delle idee che sventolerò nei prossimi giorni potrebbe condividerla. Due i punti fondamentali: primo, che qualunque cosa produca il servizio pubblico voglio sapere quanto costa realmente, per fare confronti adeguati sulle cose; secondo che il 40% della produzione del servizio pubblico deve andare a produttori indipendenti, a idee nuove”, così Michele Santoro nella sede Rai di Viale Mazzini a Roma per la presentazione di quattro puntate di “M” dedicate al caso Moro, al via su Rai3, a partire da giovedì 10 maggio alle 21.05.

“M” intreccia il docudrama in forma di fiction con il teatro in diretta e l’approfondimento giornalistico. Ogni puntata avrà un grande protagonista di quegli anni: Giulio Andreotti, Enrico Berlinguer, Tommaso Buscetta e Licio Gelli si alterneranno al centro della scena, rivivendo nell’interpretazione di un attore. Il racconto della fiction partirà dai giorni del sequestro Moro per arrivare agli inizi degli anni ’90 e porterà a conoscenza del pubblico elementi assolutamente inediti sul sequestro del grande statista democristiano. A fare da filo conduttore sarà la vicenda di Mino Pecorelli, direttore di OP-Osservatore Politico, ucciso in circostanze misteriose a un anno dal rapimento di Aldo Moro. I 55 giorni del sequestro rivivranno in studio come se la vicenda si stesse svolgendo in tempo reale e al pubblico a casa verrà chiesto di interagire per misurare come è mutata la sensibilità degli italiani rispetto ai temi che allora divisero l’opinione pubblica, in primis se fosse giusto o meno trattare per salvare la vita di Aldo Moro. In ogni puntata si alterneranno testimoni veri con l’interpretazione degli attori, e una nota di rilievo sarà l’interpretazione di Bobo Craxi, figlio del segretario del P.S.I. Bettino Craxi, che darà voce alle parole del padre.

“Penso che oggi il contesto editoriale sia del tutto inadeguato. Questi esperimenti si fanno ma ormai noi siamo dentro uno schema nel quale per forza di cose questa roba finisce ai margini da tutti i punti di vista. Io sono due anni che ho la fortuna che faccio quello che gli altri non fanno”, dice Santoroaggiungendo che con questo programma “i piedi sono nel 1978 e la continuazione è nel presente. L’attualità della storia c’è tutta”.

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