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C’è ancora tempo, c’è sempre tempo

Angela Fontana e Carmela Andresini al Pivot

«Un libro giallo è molto difficile da presentare: non si può, non si deve raccontare la storia, l’intreccio, perché si toglierebbe al lettore il gusto di leggerlo tutto d’un fiato dalla prima all’ultima pagina. Eppure si deve trovare il modo di presentarlo, sollecitandone la lettura».

Con queste parole, il prof. Luigi Coletta introduceva la presentazione del nuovo libro di Angela Fontana C’è ancora tempo, edito da CSA. «In tutti questi anni – continua il professore – non ho mai sospettato che Angela fosse una scrittrice, meglio ancora: una scrittrice di razza. Nonostante ci sentiamo e vediamo spesso, Angela non mi aveva mai confidato di stare scrivendo un libro e men che meno di averlo già pubblicato. L’ho scoperto per caso, passando davanti alla libreria Piepoli e sbirciando distrattamente in vetrina. Sul momento non ho neppure realizzato che si trattasse di quella Angela Fontana, amica carissima e prima ancora stimatissima collega nel liceo scientifico di Putignano, mia preziosa collaboratrice per alcuni anni nell’attività, allora pionieristica, di teatro scolastico nella stessa scuola e, infine, intelligente e dinamica dirigente del “Dell’Erba” di Castellana».

LA TRAMA

Il libro, per le tematiche abilmente intrecciate dall’autrice, sembra ispirarsi allo stile poetico di Charles Baudelaire, in particolare alla sua opera più nota, Les fleurs du mal: un “itinerarium mentis” all’interno di una società corrotta e immorale, che segue istinti perversi e criminosi. Protagonista dell’indagine “condotta” dalla Fontana è una coppia alquanto singolare: il vice-commissario Anna Dalena e il commissario Vito Pacelli. Singolare, perché lei non nutre simpatie per l’altro sesso ed è stata tragicamente segnata da una relazione con una ragazza polacca, poi rientrata in patria per fare i conti col suo inquietante passato e, infine, morta suicida; lui, invece, è stato abbandonato dalla moglie con i figli ormai grandi, che studiano lontano da casa. Due solitudini disperate, che s’incontrano e, in qualche modo, si comprendono, senza precludersi un futuro da costruire insieme, perché, in fondo, “c’è ancora tempo”, c’è sempre tempo. Ciò che più colpisce di questo “noir” è proprio la speranza, che emerge da ogni singola pagina: la speranza che, prima o poi, tutto possa evolversi in meglio.

ANCHE TARANTO

E come non pensare a Taranto (città d’origine dell’autrice e sfondo dell’intero romanzo) e all’ingiusta condanna, che la storia contemporanea le ha inflitto? Una città meravigliosa, tra le più belle d’Italia, ma oggi nota più che altro per i gas inquinanti prodotti dall’ILVA, che la ingrigiscono e la rendono terribilmente malinconica. Anche Taranto, come i protagonisti del libro, ha diritto a una nuova vita, in cui possa finalmente riscoprirsi nella sua straordinarietà. Il libro è stato presentato presso il circolo Pivot, il 15 marzo scorso. A impreziosire la serata, l’intervento dell’editore, dott. Alessandro Labonia, le letture della prof Teresa Taccone, affiancata dal sottoscritto, che, per l’occasione, ha eseguito anche alcuni intermezzi musicali al pianoforte.

DONNA E CULTURA 2018

Inoltre, nel corso dell’evento è stato conferito il premio “Donna e cultura 2018” a Carmelina Andresini, eccellente attrice e operatrice teatrale, ma, prima ancora, grande donna, che ha saputo portare sul palcoscenico la semplicità e l’umanità, che da sempre la contraddistinguono. Il premio è stato consegnato dall’infaticabile Federico Simone, presidente del circolo Pivot, e dall’assessore Vanni Sansonetti.

Sebastiano Coletta

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