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Il Parlamento italiano: il nuovo Grande Fratello

Ormai ascoltando le interviste o guardando in TV i leader politici dei tre  grandi schieramenti, sembra di essere proprio al Grande Fratello.

D’altra parte il Presidente Mattarella sta convocando spesso al Quirinale le varie delegazioni dei vari partiti, come fa la D’Urso con i suoi concorrenti, invitandoli nel confessionale per comunicazioni urgenti ed altro.

Povero Mattarella,  le sta tentando proprio tutte, ma finora non è riuscito combinare un fico secco, con tutto il rispetto per il cognome  del Presidente della Camera. Costui, però,  sarebbe da convocare nel confessionale, in quanto la sua compagna ha assunto in nero una colf. È un particolare grave, perché i politici dovrebbero essere un esempio di correttezza, ma tanto in Italia fan tutti cosi. Le leggi , nel nostro paese non le osserva più nessuno, figuriamoci i politici!

Di conseguenza, quando i parlamentari  parlano di voler riformare o cambiare qualche normativa è solo una presa per i fondelli, perché sono loro i primi, in seguito,  a non rispettarle.

L‘Italia è veramente la scena del programma televisivo “Grande Fratello”, dove ne succedono di tutti i colori.

Lì, in quella casa, c’è  chi offende, chi usa un linguaggio volgare, chi cerca alleanze  oppure  una fidanzata o un fidanzato, fregandosene se prima di entrarvi aveva assicurato familiari ed eventuale compagna/o di stare tranquilli, perché avrebbe tenuto un comportamento esemplare. Invece una volta dentro, come per gli eletti in Parlamento, pur di risultare vincitori del programma  ci si dimentica delle promesse fatte. La stessa cosa sta succedendo ora nella politica italiana dove, in particolar modo,  i Cinque Stelle pur di andare al comando sono disposti a fare un’alleanza sia a destra che a manca. Di Maio, a dir la verità, parla di  un contratto di governo con  al centro i temi, cioè le soluzioni ai vari problemi del Paese. E così  Di Maio, a nome del M5S, si è rimangiato tutto quel fiume di parole  pronunciate durante  la campagna elettorale e  si è dato da solo  la zappa sui piedi, perché sia a destra che a manca hanno capito il giochetto e nessuno ha più voglia di fare un’alleanza con Giggino Di Maio di Pomigliano d’Arco, dove una volta si fabbricava la mitica Alfa Sud. Pertanto, il pentastellato vistosi scoperto, preferisce rimettersi al televoto degli italiani. 

Questa volta, però, rischia grosso: il M5S il 4 marzo ha rappresentato per il Mezzogiorno d’Italia la speranza del cambiamento, ma il voler andare al governo ad ogni costo e con chiunque rischia di far naufragare il M5S, un po’ come l’Alfa Sud fece naufragare l’Alfa Romeo. 

A questo punto non saprei quale figura istituzionale dovrebbe convocare  Mattarella al Quirinale  per dargli un incarico, a tempo determinato, e poi stabilire nuove elezioni.

Oppure ci sarebbe l’opzione del televoto che potrebbe far lanciare da Barbara d’Urso. 

Alla fine cambierà ben poco!

Gerardo Petta

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