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Contare su chi?

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I problemi connessi alla nostra Comunità all’estero, secondo noi, non possono essere circoscritti in Patria. Dopo il “flop” elettorale, la questione si ripresenta in tutta la sua complessità. Mentre la situazione è definita di “stallo”, il piatto degli italiani all’estero “piange”. Nell’attesa di tempi migliori, per i quali continueremo a monitorare gli eventi, proveremo a rendere manifesti i progetti che sono rimasti, ancora, tali.

 Desideriamo essere solidali con i Connazionali nel mondo. Almeno per questa volta, intendiamo credere nel superamento dei “campanilismi”. Se si facesse strada, come auspichiamo, una forte volontà di cambiamento, magari col supporto di valide motivazioni anche fuori dalla Penisola, Roma non potrà più fingere di non capire. Sempre che si solleciti una normativa elettorale intelligente.

 Con questo nostro esordio, la forza dei numeri potrebbe determinare un apprezzabile ruolo anche per gli “indecisi”. Per ottenere dei risultati, finanche graduali, è necessario rinnovare l’immagine sul ruolo politico degli italiani all’estero. Premettendo che, in ogni caso, non sarà un’operazione facile. L’importante è, da subito, rimuove l’indifferenza che rileviamo sul fronte dei Connazionali oltre confine.

 Chi vive lontano dal Bel Paese non ha facilitazioni da difensore. I Connazionali nel mondo, invece, dovrebbero contare di più sulle loro forze. Basta che non siano disperse, come ancora accade, dalle carenti connessioni operative in Patria. I risultati delle recenti consultazioni politiche hanno avvalorato i nostri timori. Il voto di marzo è solo servito per dimostrare che la legge elettorale “Rosatellum” doveva essere migliorata proprio da chi l’ha progettata. Ora, su chi potremo fare conto?

Giorgio Brignola

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