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L’amor di patria e gli incomprensibili balletti dei nostri politici

di Raffaele Vairo

I risultati elettorali, come previsto, hanno messo in evidenza le contraddizioni dei protagonisti della politica italiana. Di Maio e Salvini si sono proclamati vincitori, ma sono stati smentiti dalla loro incapacità di dare vita a una maggioranza di governo. Renzi, formalmente dimissionario dalla carica di segretario del PD, continua a dettare la linea del partito, contribuendo a generare confusione. Berlusconi, al quale una legge (la legge Severino) approvata dal governo da lui presieduto ha tarpato le ali, per decidere sulla sua posizione e quella di Forza Italia convoca il consiglio di famiglia, allargato ai dirigenti delle sue aziende e al suo difensore avv. Ghedini. L’unico, sino ad oggi, che si è preoccupato delle conseguenze negative sul popolo italiano è il presidente della Repubblica Mattarella che, dotato di una vasta sapienza costituzionale e di grande pazienza, cerca di convincere i diversi attori della strana tenzone politica che in gioco non ci sono gli interessi di parte ma quelli dell’intera collettività nazionale che tutti affermano, a chiacchere, di voler tutelare.

Che la preoccupazione dei politici (la “p” è volutamente e comprensibilmente minuscola) non fosse la tutela degli interessi supremi del popolo italiano è fin troppo evidente. Del resto, il gioco delle parti, esclusivamente interessate a scaricare le responsabilità di un eventuale fallimento sulle rispettive controparti, mostra un preoccupante infantilismo.

Un episodio che, se fosse confermato, dà la misura della situazione è quello che si sarebbe verificato subito dopo l’incontro del presidente della Repubblica con la delegazione della destra. A quanto è dato sapere, Berlusconi, alla fine dell’incontro, avrebbe chiesto un colloquio riservato a Mattarella. A un comune cittadino, che fosse appassionato di politica, la richiesta sarebbe potuto apparire come un ripensamento dell’ex cavaliere che, se sollecitato dal presidente della Repubblica, avrebbe potuto fare marcia indietro e consentire la formazione di un governo politico. Per salvare la faccia e trasformare il suo dietro-front in un sacrificio in nome del superiore interesse della Patria. Invece, pare che abbia richiesto un provvedimento di grazia in favore del suo amico Dell’Utri in carcere per reati di mafia.

La voglia di elezioni anticipate, da fissare nel prossimo giugno o al massimo agli inizi di luglio da parte della Lega e dei 5 Stelle è alimentata dai sondaggi che in questo momento sono loro favorevoli. Parafrasando Alcide De Gasperi mi viene da dire che questi politici (ma meglio sarebbe dire politicanti) guardano esclusivamente ai loro tornaconti elettorali trascurando gli interessi e le aspettative delle prossime generazioni che, lo ricordo, sono il nostro futuro.

E poi ci meravigliamo che la gente diserta le urne.

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