L’italiano che costruiva i ponti

SACRAMENTO – Guidando sull’autostrada 80 che da Sacramento porta a San Francisco, si giunge al ponte di Carquinas e si trova una segnaletica che reca “Alfred Zampa Memorial Bridge”. 
Qui i due fiumi, il Sacramento River e il San Joaquin River, entrano nella famosa Baia di San Francisco. Il ponte sospeso fra le due rive montagnose è una grande opera ed ogni giorno migliaia di macchine ci passano sopra, sostenendo un traffico che nelle ore di punta fa paura.

Alfredo Zampa, un immigrato italiano con le sue radici a Ortucchio negli Abruzzi, iniziò da giovane a lavorare sul famoso Golden Gate Bridge con un gruppo che si chiamava “la Brigata del Diavolo”. Infatti ben 11 di loro morirono sul Golden Gate Bridge e 28 sul Bay Bridge. Anche Alfredo cadde da uno dei piloni: lo salvò una rete di protezione, ma andò a sbattere la schiena su gli scogli disotto. Alfredo fu operato alla schiena e dopo sei mesi ritornò a lavorare sui ponti. Finito il Golden Gate Bridge, Alfredo continuò il suo lavoro sul Bay Bridge, sul Benicia Bridge, Carquinas Bridge e Richmond San Rafael Bridge. 
La storia racconta che quando non lavorava sui ponti della Bay Area veniva chiamato da altri a lavorare su altri ponti in California, Arizona e Texas. 

Alfredo non è mai andato in pensione: ha continuato ad aiutare i giovani che si dedicavano alla costruzione dei ponti. Anche i suoi figli presero la sua strada ed oggi anche alcuni suoi nipoti si sono messi sulla strada del nonno. Si puoi così dire che i membri della famiglia Zampa sono costruttori di ponti. 

A chi gli chiedeva cosa fosse necessario per fare questo lavoro, lui rispondeva che bisognava avere i piedi di una capra, l’agilità di un gatto e i salti di una scimmia. È proprio vero Alfredo si merita una statua accanto al suo ultimo ponte di Carquinas. (Rino Bertini)
* Tuscany Club Sacramento – California 

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