Italiani altrove

Non siamo gli unici ad auspicare un cambio della nostra rappresentanza politica all’estero. Accanto all’indifferenza, e una sorta di disimpegno fatalista, si è venuta a sviluppare una nuova via di pensiero, che potrebbe svilupparsi col tempo.  Da un’attenta analisi, è il nostro sistema che non più adeguato alle sue finalità istitutive originarie. Il concetto di correlazione con le associazioni italiane nel mondo ha da essere rivisto per ridare fiducia a chi, in verità, la merita. Gli italiani all’estero, progredendo nelle Generazioni, hanno da far fronte a situazioni assai differenti da quelle del secolo scorso.

Mutando le politiche Migratorie, sono venute meno, progressivamente, le finalità sulle quali si era fondata l’istituzione dei Com.It.Es. (Comitati degli Italiani all’Estero) e del C.G.I.E (Consiglio Generale degli Italiani all’Estero).

 Siamo, infatti, certi che i Connazionali che vivono oltre frontiera non sono più disposti a essere pedine di una “partita” giocata al “buio”. Ora la questione è aperta. Premettendo che è inutile, se non dannoso, dipendere della “non” partecipazione ai fatti che coinvolgono tutti gli italiani; anche quelli che vivono “altrove”. Senza distinzione di Stato o Continente. Per questi molteplici motivi, intendiamo essere più presenti tramite il nostro “Osservatorio” il cui ruolo ci sembra adeguabile alle rinnovate necessità degli italiani che vivono altrove.

Giorgio Brignola

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