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Tamburrano, chiarezza sui servizi di Striscia la notizia

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Conferenza stampa di ieri mattina tenuta dal Presidente della Provincia di Taranto Martino Tamburrano per rispondere ai servizi televisivi andati in onda su canale 5 a cura di “Pinuccio” di “Striscia la notizia”. Tutto ciò, mentre sulla nostra regione si profila maleodorante l’ombra di nuovi rifiuti in arrivo.

Di Pietro Dragone

TARANTO – Si è svolta ieri mattina la conferenza stampa del Presidente della Provincia Tamburrano, in merito alle notizie apparse durante il servizio condotto da Alessio Giannone, conosciuto come “Pinuccio”, andato in onda durante la puntata del TG satirico “Striscia la notizia”.

All’incontro con i giornalisti, era stato invitato anche Pinuccio con le telecamere di “Striscia la notizia” al fine di garantire il diritto di replica del Presidente della Provincia. Presenza che invece, non c’è stata, così come il contraddittorio.

“Questo è il segno che si tratta solo di un buffone e di un azzeccagarbugli, lui e tutta la ciurma politica che ha intervistato”. Sono state queste le prime, dure, parole, indirizzate contro chi era presente nei servizi di “Striscia la notizia”, che il presidente ha rivolto ai giornalisti presenti in sala. Proseguendo, Tamburrano ha dichiarato la volontà di voler portare in tribunale i sopracitati.

Ma facciamo un passo indietro. Nel 2010, quando Tamburrano era al suo primo mandato da Sindaco di Massafra, insieme al segretario generale e al dirigente per le Risorse Umane, bandirono i concorsi per dirigenti. Non per la necessità di “piazzare” alcuni professionisti ma perché allora “la legge imponeva che entro il 31 dicembre di quell’anno gli enti locali si dovevano munire di dirigenti a tempo indeterminato e non a contratto determinato come era stato fatto nei dieci anni precedenti il suo mandato”.

Il concorso fu bandito, così “come previsto dalla legge, modificando il regolamento di accesso anteponendo la prova orale a quella scritta”. La motivazione: accelerare i tempi e non, limitare la partecipazione.

Questo regolamento consentì di espletare il concorso nei tempi giusti. Al concorso furono ammessi quattro candidati, due dirigenti tecnici, un dirigente ai Servizi Sociali e un dirigente Comandante. Dirigenti che il Comune di Massafra, ereditato da Tamburrano all’epoca, non aveva.

Due candidate escluse, fecero ricorso. “Ricorso di cui parla Pinuccio”. La prima candidata esclusa si rivolse direttamente al Capo dello Stato, l’altra al TAR Lecce. “L’unica sentenza – spiega il Presidente della Provincia – emessa dal TAR di Lecce è detenuta dal Comune di Massafra, è indirizzata nei confronti della Dott.ssa La Pagliara, vincitrice del concorso e alla quale fu assegnata la dirigenza dei Servizi Sociali”.

Il procedimento di cui parla invece Pinuccio è quello del Capo dello Stato, dove non c’è contraddittorio: il ministero prepara un parere, all’epoca negativo, determinando, parlando del regolamento, l’annullamento esclusivamente del solo concorso del dirigente Comandante. Gli altri dirigenti, “sono legittimati” nelle loro mansioni istituzionali. “Anzi – aggiunge Tamburrano – si pensi che il direttore del servizio finanziario ha perfino vinto un altro concorso”.

Ma non fare riferimento alla sentenza del TAR di Lecce, per Tamburrano, è un “artifizio immorale” fatto da Pinuccio e da quella che per tutta la conferenza ha definito “ciurma politica” intervistata.

Riferendosi poi alla “facoltà di autotutela” dell’ente che emittente gli atti, Tamburrano ha dichiarato che non fu utilizzata in quel caso perché la sentenza del TAR di Lecce era esecutiva. La valutazione sull’autotutela è stata anche oggetto di indagine penale che, con l’archiviazione, in un passaggio della sentenza il PM dichiarò “legittimo non fare”.

Su quella vicenda si sono succedute tra l’altro, molte denunce, tutte regolarmente visionate da una procura “attenta e onesta come quella di Taranto” che ha archiviato tutto.

“Evidentemente – ha sottolineato il Presidente Tamburrano – qualcuno voleva ricoprire quei posti senza meriti”. Al comune di Massafra molte persone avevano anche fatto denunce, prima, durante e dopo il concorso; poi, tutte cadute, con decreti di archiviazioni emessi da giudici diversi.

“Pinuccio – dice Tamburrano – queste archiviazioni non le ha mai citate nei suoi servizi su canale 5”. Quello che dice Pinuccio, riguardo ai giudici, è che “uno dei giudici si ritirò perché conosceva una imputata, ciò che non dice è che fu subito prontamente sostituito”.

Già nel 2011, sei mesi dopo, due altre archiviazioni di un altro giudice, si sono susseguite. Rispettivamente il 28 febbraio 2011 e il 15 novembre 2011.

Inoltre nessuna diffida da parte del Ministero è mai arrivata al Comune di Massafra.

Tra i requisiti di ammissibilità al concorso, c’era una clausola che sanciva che il candidato non doveva aver riportato condanne penali o avere procedimenti penali e/o amministrativi in corso ovvero procedimenti per l’applicazione di misure di sicurezza e prevenzione (perdita della libertà), così come non doveva avere precedenti giudiziari come quelli descritti nel casellario giudiziale.

Tamburrano ha poi mostrato il casellario giudiziario di uno dei candidati ammessi al concorso, dal quale non risulta nessun carico pendente all’epoca dei fatti, “secondo la legge Severino”. I candidati sono stati quindi ammessi a quel concorso avendo diritto a partecipare.

In merito poi, al dirigente della Provincia condannato per una vicenda giudiziaria, Tamburrano ha riferito che a tal proposito ha ricevuto parere positivo sia dal Prefetto che dall’ANAC affinché il dirigente in questione continui a svolgere il proprio lavoro.

E tornando su Pinuccio: “Ha infangato l’operato dei magistrati tarantini. Ha infangato una città laboriosa, una città che era cresciuta a livello internazionale. Associare la mia città ai rifiuti, significa danneggiare tutto un territorio. Questo hanno fatto, quel buffone insieme alla ciurma che aveva alle spalle. Ha mandato in onda solo la relazione del carabiniere, poi smontata punto per punto dal magistrato, con l’archiviazione del PM Bruschi e del GIP De Simone”.

Relazione del carabiniere che per altro, a detta del Presidente, è stata affidata a un penalista per verificare la presenza di tracce di abuso. “Ma di ciò nessuna traccia in tv! Tutto tagliato e manipolato. Hanno tagliato anche il video dell’attuale sindaco di Massafra, Fabrizio Quarto”.

“Non ho avuto la possibilità di replicare a quel servizio televisivo” ha affermato il Presidente Tamburrano. In conclusione, secondo il Presidente della Provincia quel servizio si basa solo su alcune informative degli inquirenti, indagini poi archiviate dalla Magistratura.

Tutto ciò avviene mentre “la Regione Puglia non ha ancora un piano per i Rifiuti”.

Proprio ieri sono stati chiamati tutti i dirigenti delle discariche ai quali è stato comunicato che “giungeranno altri rifiuti nella nostra regione, in maniera emergenziale” ha annunciato Tamburrano a fine conferenza stampa insistendo sulla volontà di avere un confronto pubblico con Emiliano affinché “racconti la verità ai pugliesi”.

 

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