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UE, Programma nazionale riforme 2018

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Bartolini, pronto il contributo delle Regioni per il Def

ROMA  – La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha approvato il contributo delle Regioni al Programma nazionale di Riforma 2018, documento richiesto dall’Unione europea e allegato al Def, il documento di economia e finanza”, lo ha annunciato Antonio Bartolini, assessore della Regione Umbria (Regione che coordina la commissione Affari Europei della Conferenza delle Regioni). “E’ un documento molto importante, frutto di un lavoro svolto in collaborazione tra tutte le Regioni. Uno strumento creato appositamente che ha raccolto in progress il contributo delle Regioni, evidenziando le best practice, per implementare le riforme richieste dall’Unione europea a livello territoriale. Proprio questo contributo intende offrire al Programma nazionale inviato questi giorni a Bruxelles un carattere di strumento di governance multilivello. Emerge un quadro di impegno appassionato e costante sui territori. Ne consiglierei la lettura – è il commento di Bartolini – a chi troppo spesso si lascia andare ad analisi affrettate e a giudizio superficiali sulle Regioni. Questo documento è il frutto di monitoraggi e aggiornamenti costanti. Inoltre chiediamo che il contributo delle Regioni – consultabile sul portale www.regioni.it (link: www.regioni,.it/pnr) – diventi parte integrante della versione nazionale del Pnr che è allegata al Def. L’esperienza positiva ha portato poi la Conferenza delle Regioni – ha sottolineato Bartolini – ad esprimere una richiesta al futuro Governo di migliorare questa forma di collaborazione attraverso un raccordo istituzionale con le Regioni per fare in modo che si possa costruire un contributo condiviso, mettendo insieme le esperienze di Stato e Regioni”. Scheda sul documento: “Contributo delle Regioni e delle Province autonome al Programma Nazionale di Riforma 2018” Tutte le Regioni hanno fatto pervenire il proprio contributo, ed il lavoro è stato articolato sulle Raccomandazioni specifiche per l’Italia (CSR), sui Target della Strategia EU2020 e su linee guida condivise.

E’ stata un struttura tecnica di supporto (il Regional Team per il PNR – Re.Te. PNR ) ha predisposto il documento unitario rendendo omogenee le informazioni. Nel contributo delle Regioni al PNR 2018 confluiscono i provvedimenti normativi, regolativi e attuativi del 2017, ovvero gli interventi di riforma incisivi nell’arco di un’annualità e in continuità o azioni durature a favore dello sviluppo economico, sociale e occupazionale. Le misure individuate sono state ricondotte ai Risultati Attesi (RA),derivanti dall’Accordo di Partenariato per la Programmazione dei Fondi SIE 2014-2020. Il lavoro ha permesso un raccordo del semestre europeo con la politica di coesione, considerato che la politica di coesione realizza coi fondi strutturali gli obiettivi europei a tutti i livelli di governo e tiene conto delle specificità territoriali dell’UE. Non solo le misure e i risultati attesi RA sono stati ricondotti agli specifici obiettivi dello sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 (Sustainable Development Goals, SDGs). Così il contributo si rivela come un tassello fondamentale della strategia di sviluppo sostenibile, che diventa la naturale continuazione della Strategia Europa 2020. Relativamente alla politica di bilancio le azioni individuate sono incentrate soprattutto sulla riduzione del rapporto debito pubblico/Pil. Tra gli interventi molti sono riconducibili all’esigenza di ridurre o trasferire il carico fiscale gravante sui fattori produttivi verso imposte meno penalizzanti per la crescita o alla revisione delle agevolazioni fiscali, cercando anche di migliorare e semplificare gli adempimenti tributari. Per quanto riguarda l’efficienza della Pubblica amministrazione, molte Regioni hanno adottato processi di rimodulazione e incentivazione delle politiche del personale e del management pubblico (riforma del pubblico impiego).

Diverse le azioni per attuare misure di riforma dei servizi pubblici locali in ambito sanitario, nel settore energetico e dei trasporti. Per la trasparenza notevole è stato l’impegno per l’attuazione l’istituto dell’accesso civico e per l’attività di rappresentanza di interessi nei processi decisionali pubblici. In molti casi si registra l’adozione dei sistemi Green Public Procurement e l’organizzazione di percorsi formativi sull’etica e la legalità, sviluppando anche banche dati per la mappatura dei processi a rischio corruttivo e protocolli di vigilanza di prevenzione della corruzione e della trasparenza. Altro tema centrale è la concorrenza. Sotto questo profilo notevole è da sotto lineare il lavoro delle Regioni per il sostegno della concorrenza nelle professioni regolamentate, nonché nei settori della sanità, dei trasporti e del commercio. Le Regioni si sono impegnate per la competitività del contesto produttivo con interventi strutturati in attuazione del Piano nazionale Impresa 4.0. Le istituzioni regionali hanno operato per superare le crisi d’impresa e far emergere il potenziale di crescita e di innovazione delle PMI, per l’attrazione di investimenti esteri e il monitoraggio di misure alternative al credito bancario. In materia di lavoro e welfare, le Regioni hanno segnalato il maggior numero di interventi relativamente all’implementazione e al monitoraggio delle politiche attive del lavoro, connesse alla riforma dei servizi per l’impiego. Diverse le azioni per l’occupazione femminile e giovanile, o a supporto alla creazione d’impresa e allo sviluppo produttivo e occupazionale. Diffusi anche gli interventi a sostegno della famiglia, dell’inclusione attiva delle categorie più fragili, di contrasto alla povertà Le Regioni hanno incrementato il sostegno all’innovazione nelle imprese. In particolare con interventi per aumentare l’incidenza di specializzazioni innovative; promosso nuovi mercati per l’innovazione; fornito supporto sostanziale a Start up e PMI Innovative. Rispetto ai target ambientali, il dossier del contribuito delle Regioni al Pnr offre una lettura alla luce del criterio guida della sostenibilità. Le azioni monitorate riguardano la necessità di ridurre i propri consumi energetici, incrementare la produzione di energia da fonti rinnovabili, rispettare la tutela del paesaggio, del territorio e dell’ambiente.

Diversi interventi afferiscono all’ambiente urbano e contribuiscono allo sviluppo della mobilità sostenibile nelle aree urbane, sia in termini di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra, sia in termini di aumento dell’efficienza energetica. Si è dato spazio anche alle attività regionali importanti per la transizione verso un’economia circolare e per la gestione efficiente delle risorse (acqua e rifiuti), in cui si attuino la riduzione degli sprechi e attenti modelli di consumo. Particolare attenzione è stata riservata alla gestione delle risorse naturali, materiali ed energetiche, in termini sia di lotta al cambiamento climatico, sia di prevenzione e mitigazione dei rischi idrogeologici. In materia di istruzione le Regioni hanno assegnato priorità agli interventi per ridurre il fallimento formativo precoce e la dispersione scolastica e agli strumenti economici per il sostegno delle spese necessarie per la frequenza scolastica. Vanno sottolineati – in questo ambito – interventi formativi rivolti ai giovani a rischio di esclusione scolastica e socio-lavorativa, le azioni per l’innalzamento dei livelli di competenze, di partecipazione e di successo formativo nell’istruzione universitaria e quelli tesi a promuovere il rafforzamento del capitale umano con l’offerta dei percorsi degli “istruzione tecnica superiore” e della “istruzione e formazione tecnica superiore”, ora più in linea con le vocazioni territoriali”.

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