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Un grande Bari beffato dall’arbitro perde di misura a Parma

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Parma – E no. Perdere in questo modo fa rabbia perché mai come oggi il Bari ha meritato di vincere al cospetto di un Parma per nulla trascendentale che nel secondo tempo ha subito l’ondata biancorossa.
E così, dopo un secondo deferimento, stavolta al Presidente Giancaspro e alla società per responsabilità diretta, e col morale dei tifosi immuni da qualsivoglia notizia, comunque, alle stelle che, apoditticamente, han giurato amore eterno verso la squadra non curanti dei suddetti deferimenti ed euforici come non mai dopo la confortante vittoria sul Perugia, sospinti dal suddetto amore come quello di Gozzano verso i viandanti, e alla ricerca di un godimento negli angoli di un sogno, oggi accorsi in massa in Emilia quasi fosse una montagna da scalare con l’animo di tanti inguaribili sognatori, blindati i playoff, il Bari di Grosso, in serie positiva da otto turni (sedici se si computa l’unica sconfitta di Ascoli avvenuta nel frattempo), cercava nella partita del “Tardini” di Parma quale percorso dovesse perseguire, vale a dire se un posto tra il terzo ed il quarto, se addirittura il secondo da promozione diretta, obiettivamente dal coefficiente altissimo, o se rimanere entro i palyoff come una squadra dal quinto all’ottavo posto. E così sembra essere stato.
E’ innegabile, tra l’altro, che questo campionato del Bari, al di là dello scarso gioco mostrato fino adesso e con tutti limiti di molti, sia il più bello e concreto Bari dopo l’era di Antonio Conte anche se fino a marzo ha lasciato molto a desiderare come gioco.
Due squadre nobili che si son confrontate tante volte che volevano la vittoria per piazzarsi meglio nella griglia dei playoff col Bari che è mancato nella continuità e col Parma alla ricerca della A perduta per i noti motivi.
Sicché nel derby dei teatri, il Regio di Parma dove è cresciuto Giuseppe Verdi e lo storico Petruzzelli di Bari calcato da personaggi di tutto il mondo artistico – Totò incluso – ma anche in quello culinario tra orecchiette e tortellini, se avesse vinto il Bari, questo Bari rinato dalla lunga panchina che finalmente si è risvegliata dal letargo, avrebbe coinciso col sorpasso sugli avversari e la concreta possibilità di giocarsi, appunto, il quarto posto così da evitare il primo turno che – si sa – oltre ad esser dispendioso di energie psico-fisico-nervose, sarebbe stato anche molto pericoloso ai fini della qualificazione.
Il Parma, dunque, senza gli qualificati Insigne, Baraje e l’ex Di Cesare e con qualche defezione come Siligardi, Vacca, Mazzocchi e Munari, dopo la sconfitta di Cesena che ha sicuramente procurato qualche scoria psicologica, voleva riprendere il cammino per puntare alla promozione diretta, così D’Aversa ha mandato in campo Frattali tra i pali, Gazzola, Iacoponi, Gagliolo e Sierralta in difesa, Dezi, Scavone (due ex baresi) e Barillà a centrocampo, il super tatuato Ciciretti, Ceravolo e Di Gaudio in attacco.
Mentre Grosso, il cui silenzio stampa prosegue tranchant, che voleva giocarsela a viso aperto considerato il piazzamento già in cassaforte, coi rientranti Marrone, Henderson e Nenè, ha risposto con un 3-5-2 con Micai tra i pali, Sabelli e Balkovec terzini con facoltà di fluidificare, Empereur, Marrone, che quanto a tatuaggi non è secondo a Ciciretti, e Gyomber terzetto di difesa, Henderson, Basha e Iocolano a centrocamp, Andrada e Nenè davanti.
Primo tempo molto vivace, pieno di intensità, propositiva, come nelle previsioni, non privo di emozioni soprattutto da parte del Bari, con capovolgimento da una parte e dall’altra pur senza gol. L’importanza della posta in palio, del resto, non poetava che configurarsi un primo tempo simile. Meglio il Bari che più compatto si è reso pericoloso sia nel fraseggio, sia nelle conclusioni soprattutto con Nenè e Floro Flores, subito in partita, subentrato, purtroppo, ad Andrada per un infortunio occorsogli all’11 e che, di fatto, ha dato smalto alla squadra. Per contro il Parma, che si anche reso pericolo in tre-quattro circostanze, ha dovuto allungarsi per rendersi pericoloso sviluppando il gioco soprattutto sulla sinistra dove Gagliolo e Barillà han fatto lavorare a dismisura Sabelli e Gyomber.
Al 20′ il primo tiro in porta del Bari con Nene’, servito da Floro Flores, che dalla distanza ha provato a tirare ma il pallone è uscito di poco al lato.
E su un corner procurato proprio da Barillà, al 25′, Gagliolo, ricevuto il pallone, ha tirato in porta da centro area ma il pallone è terminato di un soffio alto.
Ha risposto il Bari con Iocolano che, ricevuto il pallone da Floor Flores, è entrato in area ha tirato sul portiere.
Al 28′ gran numero di Floro Flores che è riuscito a tirare dal limite, ma Frattali ci ha messo una pezza: peccato poteva essere il gol del vantaggio.
E ancora lui, Floro Flores risvegliato dal letargo invernale, su corner susseguente, ha tirato in diagonale, in modo sporco, di un pelo fuori.
E per i capovolgimenti succitati, ha risposto il Parma al 31′ pericolosamente col solito Barillà che dalla sinistra ha sferrato un altro tiro terminato di poco fuori.
Subito il Bari ha controreplicato in contropiede con Henderson che, dopo una sgroppata di cinquanta metri, ha servito Sabelli proveniente sulla destra ma il suo tiro in diagonale raso terra è risultato debole, parato da Frattali: poteva essere un’altra occasione per il Bari per passare in vantaggio.
Il secondo tempo è iniziato con le due squadre che han cercato la profondità ma sempre con le difese attente a non subire, col Bari molto bene nel fraseggio ed il Parma che ha replicato sempre grazie alle palle perse dal Bari a centrocampo.
Una punizione griffata Sabelli e tirata da Ciciretti al 10′ ha fatto tremare i baresi ma per fortuna è terminata al lato scavalcando la barriera.
Grosso al 12′ fa entrare Brienza al posto di Iocolano per creare più pericolosità in attacco dal momento che la squadra biancorossa ha continuato a macinare gioco procurandosi pure qualche occasione.
Ma è stato il Parma, nel frangente, a rendersi pericolo prima con Di Gaudio al 13′ con un tiro arcuato dove Micai, con un grande riflesso, ha deviato in corner, e poi, sull’azione successiva, Galdiolo di testa, dopo un cross di Dezi, ha battuto Micai procurando il vantaggio parmense che sarà, purtroppo, il risultato finale.
Il Parma al 18′ ha avuto l’occasione per raddoppiare con Ciciretti ma lo stesso si è allungato troppo tanto da far risultare il tiro al lato sul secondo palo.
Fuori Sabelli al 21′ dentro Improta, giocatore di fascia con virtù più offensive del terzino barese per cercare più profondità e più possesso palla cosa che è riuscita ai baresi che come suol dirsi, han fatto la partita col Parma che ha controllato la gara procurandosi alcuni contropiedi.
Su un cross di Brienza, Nenè è stato strattonato evidentemente da un difensore parmense ma l’arbitro non ha visto il fallo che avrebbe potuto tramutarsi in rigore ma, si sa, il Bari quest’anno non riesce ad avere un rigore manco per l’anticamera del cervello, se non ad inizio torneo.
Ha risposto D’Aversa che ha fatto entrare Scattarella al posto di Di Gaudio per rinforzare il centrocampo ma è sempre il Bari a salire in cattedra facendo pressing alto e procurandosi molti cross per le steste o i piedi degli attaccanti baresi ma gli stessi son risultati vani.
Pericoloso il Bari al 30 con Brienza che dalla sinistra altezza area piccola, ha sferrato un gran tiro che si è tramutata in illusione gol ma è terminata di poco al lato.
D’Aversa ha capito che il Bari faceva sul serio e ha preso provvedimenti facendo entrare il difensore Anastasio al posto di Scavone al 35′.
Pericolosissimo Henderson al 36′ con un tiro da fuori area che si è andato a sbattere sulla traversa e sulla ribattuta Iacoponi ha spinto Brienza ma ancora una volta, figuriamoci, l’arbitro non ha fischiato il rigore.
E al 38′ su contropiede del Parma, Empereur trattiene, come suol dirsi, con l’esperienza Gagliolo ma l’arbitro la vede in modo diversa espellendo il giocatore barese.
Imperterrito ci ha provato ancora il Bari con Floro Flores che dal limite ha sparato alto sulla traversa non trovando la porta. Dentro Calaiò fuori Ceravolo al 42′.
Clamorosa occasione per il Bari sulla testa di Nenè che a colpo sicuro centra il palo su cross di Brienza. Sfortunato il Bari in questa circostanza.
E così è terminata la partita con una vittoria pesantissima per il Parma che, comunque, non ha meritato di vincere assolutamente perché il Bari ha sfoderato la miglior prestazione di sempre e solo con l’aiuto dell’arbitro, che non ha visto almeno due rigori e ha visto una espulsione che non c’era, è riuscito a vincere. Purtroppo si scontano i tanti punti persi per strada. Anzi possiamo dire che considerati i risultati di Palermo, Venezia Cittadella, Perugia ma soprattutto con il loro odierno stato di forma, questo Bari è in gran forma e si potrà giocare i playoff con personalità potendo dire la propria in termini di promozione. E se è scritto che il Parma dopo due promozioni consecutive debba andare in A, è bene che ci vada senza passare dai playoff almeno si leva davanti e fa contento il Palazzo che, evidentemente, lo (ri)vuole in serie A.

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