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La stagione quasi perfetta del Napoli: da dove ripartire

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È stato un anno bellissimo per il Napoli di Maurizio Sarri. Alla fine della corsa, non è arrivato il tanto sognato titolo di Campioni d’Italia, ma la consapevolezza di aver messo paura fino all’ultima giornata alla Juventus ha permesso ai ragazzi di Sarri di ergersi a veri e propri portatori di un sogno per un popolo. La Juventus, con la sua forza mentale, ha saputo però tenere il suo vantaggio nonostante la sconfitta nello scontro diretto. Resta, però, un’annata dal sapore comunque dolce, in cui i partenopei hanno ottenuto il record di punti nella massima serie e si sono dimostrati super squadra.

Certo, dopo un’annata del genere, pensare a un miglioramento, magari con l’addio di Maurizio Sarri, sembra essere quasi inconcepibile. Mantenendo qualche elemento della rosa e inserendone alcuni freschi, magari con esperienza, si può fare qualcosa. Una indagine statistica condotta recentemente da Bwin ci dice che, negli ultimi 10 anni, i principali campionati europei sono stati vinti anche grazie a calciatori sudamericani all’interno della rosa. Anzi, c’è di più: non c’è stata nessuna squadra che ha vinto con zero calciatori provenienti dal Sud America. Quest’anno, in Italia, ancora una volta la tradizione è stata portata avanti. La Juventus Campione d’Italia, infatti, solo nell’undici titolare aveva Alex Sandro, Douglas Costa, Higuain e Dybala, mentre in panchina c’era Rodrigo Bentancur. Il Napoli, pretendente allo scudetto, ha avuto Allan, uno dei mattatori della fantastica stagione azzurra. Con un solo sudamericano, però, la percentuale di vittoria si abbassa al 4%; chi vince, ne ha in media 4.

Tralasciando le statistiche, ciò che manca al Napoli è sicuramente l’esperienza: nel periodo più importante della stagione, dopo la vittoria a Torino, al Napoli è mancato il carisma all’interno dello spogliatoio ma soprattutto in campo. Riuscire a portare a casa qualche calciatore abituato a vincere sarebbe l’ideale.

Più si arriva in alto in classifica, infatti, più diminuisce la percentuale dei calciatori Under 21: chi arriva primo, ha il 12% di calciatori giovani, mentre chi arriva secondo il 18%. Maggiore, invece, la percentuale degli over 30 per chi arriva subito dietro i campioni: 58% contro 54%.

Insomma, cosa serve a questo Napoli per cercare di battere ancora una volta sé stesso? Difficile dirlo, soprattutto dopo una stagione in cui agli azzurri si può imputare ben poco. Vincere non è mai facile, farlo contro questa Juventus, capace di alzare la quota scudetto ad oltre 90 punti per tanti anni di fila, diventa quasi impossibile. Bisogna alzare ancora l’asticella, magari pensando che il titolo sia un vero e proprio obiettivo e non un’occasione da raccogliere quando la Juventus rischia di perderlo per strada. La convinzione, quella che è mancata al Napoli contro la Fiorentina per portare a casa un successo che avrebbe riacceso la fiammella della speranza. Ma che, dopo una stagione del genere, non può che essere forte.

 

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