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Vertova come Sanremo con il festival della terza età

VERTOVA – Erano quasi 250 a cantare, ieri, nella sala polivalente della Fondazione “Cardinal Gusmini” di Vertova. Ospiti di 15 case di riposo della Bergamasca, con animatori e volontari, hanno dato vita alla “Rassegna canora della terza età”, un vero e proprio festival degli ultrasettantenni.

L’evento ha tagliato un traguardo prestigioso: 25 edizioni. «Tutto nacque da un’idea di Tito Oprandi, il famoso fisarmonicista – racconta Walter Micheletti, animatore della casa di riposo di Nembro -. All’inizio le case di riposo erano sette e si cantava sia in dialetto sia in italiano. Poi nel corso degli anni le strutture sono diventate anche 25. Ora sono rimaste in 15. La rassegna è stata a Clusone, ad Albino, a Nembro e adesso sono due anni che viene ospitata dalla Fondazione “Gusmini” di Vertova».

Il percorso dura praticamente tutto l’anno, con sette gemellaggi tra le diverse case di riposo, unite per le prove. Il pomeriggio di ieri a Vertova è stato l’evento conclusivo. «Quest’anno è una rassegna speciale, perché 25 edizioni sono decisamente un bel traguardo – sottolinea Raffaele Gritti, animatore alla Fondazione “Gusmini” -. Tra l’altro si chiude una fase di questa manifestazione: dall’anno prossimo partiremo con un nuovo progetto».

Non sappiamo cosa abbiano in mente gli animatori, ma se il clima sarà quello che si respirava ieri a Vertova l’iniziativa avrà ancora lunga vita. Le strutture presenti erano quelle di Grumello, Brembate, Sovere, Gromo, Dalmine, Verdello, Casnigo, Leffe, Gazzaniga, Cene, Albino, Villa di Serio, Nembro, Vertova e Clusone. Ed è stato uno spettacolo vedere tanti anziani cantare in modo spensierato successi senza tempo come “Casa mia” o “Rose rosse”. La musica, davvero, non ha età.

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