Cose carine di oggi e lontani ricordi

Tante cose carine, oggi. Beppe Severgnini, che pensavo non pubblicasse più le mie lettere poiché più volte gli ho mosso delle critiche, non solo ha pubblicato la mia sulla “verzura impazzita di gioia, a Roma”, ma sul settimanale 7 del Corriere della Sera, riguardo all’articolo di Aurelio Picca “La giungla di Roma e i suoi colori”, ha scritto: “L’idea di questo servizio è nata dal lettore Renato Pierri che ha spedito al forum Italians alcune fotografie di Roma, e una lettera ironica sulla «festa di colori» di una città dove «la verzura è impazzita di gioia». Ed ha pubblicato anche una delle fotografie che gli ho inviato: un marciapiede di Via Cassiani, a Colli Aniene, invaso da belle piante spontanee con i fiori gialli.

 Altra cosa carina, ma no, non carina, bellissima cosa: una cara figlia che, stanca di Roma, si è trasferita a Milano, è venuta a trovarci. Poi il tempo è cambiato, oggi c’è il sole. E infine? Infine la frittata di cipolle. A pranzo abbiamo mangiato frittata di cipolle. Una squisitezza la frittata di cipolle. E’ il periodo giusto, questo. Dovete acquistare quelle belle cipolle bianche schiacciate. Per evitare di piangere mentre le sbucciate e le tagliate, non restate fermi, spostatevi portandovi appresso la padella. Tanto parmigiano nelle uova sbattute, mi raccomando, e un bel po’ di pepe. E’ troppo buona la frittata di cipolle. Certo, era mille volte più buona in mezzo al pane, seduto sul davanzale, mentre le rondini nel cielo di Carrara facevano chiasso. Ero ragazzo. C’era un vecchio col bastone nel balcone di una casa di fronte, una casa tinta di rosa, che faceva su e giù, su e giù, a piccoli passi, strusciando i piedi. La ringhiera di ferro era nera. Tra qualche anno sarò vecchio come lui? Non so se farò anch’io su e giù nel terrazzino. Spero di non dover mai rinunciare alle mie passeggiate e alla frittata di cipolle. Ci vuole un po’ per digerirla, ma è buona, molto buona la frittata di cipolle.

Renato Pierri 

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