Italiani nel mondoOsservatorio Emigrazione Italiana

Italiani in fuga, regno unito ancora prima meta

di Alessandro Allocca

LONDRA – “I giovani italiani sempre più in fuga dal proprio paese per cercare fortuna all’estero. E la meta più ambita continua ad essere il Regno Unito, Londra in particolar modo, nonostante come è ben noto il territorio stia vivendo un momento di incertezza economica, politica e sociale dettata della Brexit. Meglio la Brexit che rimanere in Italia: sembrerebbe questo il pensiero di quei 35mila che nel corso del 2017 hanno scelto proprio l’UK per mettere di nuovo radici, ai quali si aggiungono tutti coloro che hanno scelto di trasferirsi qui senza però cancellare la propria residenza italiana, e di fatto sfuggendo a un controllo che permetta di avere un quadro più preciso sul flusso migratorio del Bel Paese”. Così scrive Alessandro Allocca su “Londra Italia”, quotidiano online diretto da Francesco Ragni.
“Infatti, secondo il nuovo rapporto stilato dall’Istat, l’Istituto nazionale di statistica, nel 2017 si sono registrate 156mila cancellazioni anagrafiche per l’estero con mete di destinazione finale prevalentemente i paesi dell’Europa occidentale: Regno Unito in testa con il 22%, seguito da Germania 16,5%, Svizzera 10% e Francia 9.5%.

Nonostante siano numeri importanti, è da sottolineare che il flusso emigratorio ha subito un lieve calo nel confronto 2016-2017, per l’esattezza -2,6%, passando da 160mila a 156mila su base annuale.
Le aree maggiormente colpite dal fenomeno in questi tempi moderni rimangono quelle del nord Italia (quando nei decenni passati erano invece quelle del sud): Bolzano, Vicenza, Mantova, Imperia e Trieste sono infatti le province per le quali si sono registrati i tassi di emigratorietà più alti, seguite da quelle sicule di Agrigento, Catania, Caltanissetta ed Enna.
Sempre secondo il rapporto elaborato dall’Istat la fascia d’età in cui si registra la perdita più marcata è quella dei giovani dai 25 ai 39 anni e, tra questi, quasi il 30% è in possesso di un titolo universitario o post-universitario.

La giovane età di questi emigrati testimonia la difficoltà del Paese nel trattenere competenze e professionalità. Infatti l’andamento dei flussi sotto questo particolare aspetto è costantemente in aumento, tanto che gli italiani emigrati con un alto livello di istruzione sono passati dai 19mila nel 2013 ai 25mila nel 2016”.


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