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Il Papa, basta scandali, il vescovo non viva da faraone

Alla Cei, preoccupato anche dalla crisi delle vocazioni

La gestione del denaro non sempre all’insegna della trasparenza, la crisi delle vocazioni dovuta agli scandali e un numero delle diocesi italiane eccessivo. Il Papa apre l’assemblea della Cei ed espone le sue tre ‘preoccupazioni’. Chiede ai vescovi di fare passi in avanti, ma li invita anche ad intervenire in maniera franca: ‘Parlate apertamente, non e’ peccato criticare il Papa, qui si puo’ fare’, dice con una battuta.

Papa Francesco è netto: “E’ molto scandaloso trattare il denaro senza trasparenza o gestire i beni della Chiesa come fossero beni personali”, perché non si può “parlare di povertà e condurre una vita di lusso”, “chi crede non può parlare di povertà e vivere come un faraone”. Così Papa Francesco ha aperto i lavori della 71esima assemblea generale della Conferenza episcopale italiana. Dopo la preghiera iniziale e il saluto all’assemblea, il Papa ha tenuto il discorso a braccio per condividere coi vescovi le sue “tre preoccupazioni” e riflessioni.

Dopo quella della “emorragia delle vocazioni”, la seconda preoccupazione del Papa è questa. “Povertà evangelica e trasparenza. Per me, sempre – perché l’ho imparato come gesuita nella costituzione – la povertà è ‘madre’ ed è ‘muro’ della vita apostolica. È madre perché la fa nascere, e muro perché la protegge. Senza povertà non c’è zelo apostolico, non c’è vita di servizio agli altri? È una preoccupazione che riguarda il denaro e la trasparenza”. “In realtà, chi crede non può parlare di povertà e vivere come un faraone”, ha avvertito il Papa, aggiungendo: “A volte si vedono queste cose? È una un contro-testimonianza parlare di povertà e condurre una vita di lusso; ed è molto scandaloso trattare il denaro senza trasparenza o gestire i beni della Chiesa come fossero beni personali. Voi conoscete gli scandali finanziari che ci sono stati in alcune diocesi? Per favore, a me fa molto male sentire che un ecclesiastico si è fatto manipolare mettendosi in situazioni che superano le sue capacità o, peggio ancora, gestendo in maniera disonesta ‘gli spiccioli della vedova’”. “Noi – ha avvertito Begoglio – abbiamo il dovere di gestire con esemplarità, attraverso regole chiare e comuni, ciò per cui un giorno daremo conto al padrone della vigna”. E – ha ricordato – “penso a uno di voi, per esempio – lo conosco bene – che mai, mai invita a cena o a pranzo con i soldi della diocesi: paga di tasca sua, sennò non invita.

Piccoli gesti, come proposito fatto negli esercizi spirituali”. “Noi – ha ribadito – abbiamo il dovere di gestire con esemplarità attraverso regole chiare e comuni ciò per cui un giorno daremo conto al padrone della vigna”. “Sono consapevole – questo voglio dirlo – e riconoscente che nella Cei si è fatto molto negli ultimi anni soprattutto, sulla via della povertà e della trasparenza. Un bel lavoro di trasparenza. Ma – ha sottolineato il Papa – si deve fare ancora un po’ di più su alcune cose, ma poi ne parlerò”.

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