LavoroPuglia

Il precariato soluzione a tempo indeterminato nel mondo del lavoro

Gabriele Scarcia (in copertina)

Se ne è discusso a Bitonto nel foyer del Teatro Traetta

Giovanni Mercadante

dai relatori sabato scorso 19 maggio 2018 sul tema del lavoro,  sembra che non ci sia futuro per le nuove generazioni alle prese con il precariato.  E’ il dato più inquietante che è emerso da un’attenta e profonda analisi dei partecipanti.

Tra i relatori,  la scrittrice  Chiara Cannito, vicepresidente dell’Associazione Ulixes;  il sindaco di Bitonto Michele Abbaticchio; Sabino Paparella (giornalista e docente di filosofia), Giacomo Pisani (giornalista, dottore di ricerca c/o Università di Torino), Gabriele Scarcia (critico e storico d’arte, articolista), autore del libro “Dizionario a tempo determinato, ovvero paradossale rilettura del Lavoro, del precariato, della Disoccupazione e dell’Ozio dalla A alla Z”; Roberto Toscano (avvocato e consulente aziendale specializzato in diritto del lavoro).

A questo incontro  sono stati attribuiti 3 crediti formativi ai giornalisti presenti.

Sabino Paparella, prendendo  spunto da un recente  incidente sul lavoro che è costata la vita ad un operaio dell’IVA di Taranto spezzato in due da un cavo d’acciaio, ha fatto osservare che le dinamiche  dell’occupazione sono tante. Il primis è il precariato, cioè un’occupazione non stabile, senza prospettive future. E’ un contratto fantasioso, flessibile; in altri termini si è imprenditori di se stessi. Questa forma di occupazione è maggiormente presente al Sud dove le regole non sono trasparenti in un mercato del lavoro costantemente fluttuante, con cui bisogna confrontarsi. 

Pensiero condiviso  col tema trattato dal giornalista Giacomo Pisani nel libro “Le ragioni del reddito di esistenza universale”. Il lavoro in futuro sarà sempre di meno; questo processo di decremento è inconfutabile, irreversibile per una serie di ragioni. Le cause scatenanti: la tecnologia, la robotizzazione,

la digitalizzazione. Il decremento del lavoro pone il nostro paese in una dimensione di grande difficoltà.

Se in passato si pensava al “dopo lavoro” quale forma di ricreazione, oggi invece detta attività ludica, diventa sempre più crescente per la mancanza di lavoro.

Nell’intervento telefonico del Sen.  Giorgio Benvenuto, già  Segretario Generale della UIL, curatore della prefazione al libro G. Scarcia, è stato fatto presente che il sindacato si è posto oggi in una situazione difensiva. Gli errori di questo organismo sono stati molti gravi negli ultimi anni.

In merito al reddito di cittadinanza ha riferito che è una forma di sostegno economico che troverà la sua

      Giacomo Pisani                                   logica una volta insediato il nuovo governo che lo renderà molto più chiaro.

Roberto Toscano, dal suo osservatorio ha fatto notare  che il diritto del lavoro è diventato inadeguato negli ultimi tempi, proprio perché sta cambiando la società.

Molte figure lavorative hanno assunto denominazioni anglo-sassone. Vedi “Rider”/ciclista paradigmato con le grandi distese delle praterie, inteso anche come “fattorino”. Dalle piattaforme digitali (smartphone) il lavoro è diventato molto più precario, molto più subordinato: turnazione flessibile; disponibilità di un proprio mezzo (bicicletta, scooter) per effettuare consegne di pasti a domicilio.

In base alla legge attuale, con il job act, questi lavori sono diventati autonomi e gli interessati devono possedere  una propria partita I.V.A. Il lavoro autonomo, subordinato, è destinato a far cambiare le regole e quindi le norme giuridiche.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Hai apprezzato i nostri contenuti? Aiutaci a condividerli.

RSS
Facebook
YOUTUBE