Economia e Finanza

Padoan, il problema non è Savona ma il piano B per l’uscita dall’euro

“Il dibattito vero di queste ore non ha a che fare con Paolo Savona ma sul combinato disposto tra contratto di programma insostenibile e non esclusione del piano b, ossia l’uscita dall’Europa da parte di esponenti della maggioranza. Questo e’ il nodo che va sciolto”. Lo dice a ‘in mezz’ora in più’ il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan.
“C’e’ l’inevitabile esigenza di modificare radicalmente il modello di Europa, ma va fatto in modo efficace. A fine giornata vanno messi d’accordo 28 Paesi”. Cosi’ il ministro uscente dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ospite di “Mezz’ora in piu'” su Raitre. “La Germania ha un ruolo dominante perche’ ha l’economia piu’ forte – ha aggiunto -, ha il problema del surplus commerciale che e’ fuori dalle regole, ma e’ oggettivamente il Paese piu’ forte, e questo fa si’ che le regole che propone siano piu’ condivise soprattutto dai Paesi nordici”.
“La Brexit e’ molto meno costosa di un’uscita dall’euro, si tratta di rinegoziare contratti ma con monete diverse. Il costo dell’uscita dall’euro sarebbe molto maggiore. Le cifre si possono calcolare, ma l’ordine di grandezza e’ molto elevato. Il debito che abbiamo e’ in euro, uscire dall’euro vorrebbe dire moltiplicare le cifre di questo debito”, ha detto il ministro uscente dell’Economia.
“Si sta maturando un sentimento nel mercato, dovuto a un combinato disposto tra un programma di governo chiaramente insostenibile sul piano del bilancio e il piano B, cioe’ l’uscita dall’Europa, che non viene escluso il piano B. Di fronte a questo i mercati cambiano atteggiamento, in modo a volte molto rapido. Se questo avviene i primi a perderci saranno i risparmiatori italiani, che hanno gia’ subito perdite che si potevano evitare”. Cosi’ Pier Carlo Padoan a ‘1/2 ora in piu” su Raitre. “I mercati si stanno riposizionando sull’Italia”, ha ribadito Padoan

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