Marchionne indossa la cravatta e azzera il debito di Fca

Piena capacita’ produttiva nel 2022, 45mld di investimenti

‘Fca azzerera’ entro giugno l’indebitamento netto industriale’, ha detto l’Ad Sergio Marchionne che, come promesso in caso di obiettivo raggiunto, si e’ presentato con la cravatta al Capital Markets Day. Marchionne ha poi annunciato che entro il 2022 Fca raggiungera’ la piena capacita’ produttiva negli stabilimenti italiani ed europei ed ha ribadito che ‘in Italia non chiuderemo fabbriche’. Il direttore finanziario Palmer ha parlato di un investimento di 45 miliardi di euro per il piano 2018-2022. Elkann: nessuna intenzione di vendere, mai visto futuro piu’ brillante. Seduta negativa in Borsa, -4,5%.

Crescita del 7% annuo dei ricavi, 6 miliardi di dividendi da distribuire fino al 2022, prime vetture elettriche dal 2020 e stabilimenti italiani che non saranno chiusi. E’ questo il futuro che Sergio Marchionne ha disegnato per Fca nei prossimi 4 anni, anche se lui tra dodici mesi sara’ gia’ un ex, avendo annunciato da tempo l’intenzione di lasciare il gruppo con l’approvazione del bilancio 2018. Chi gli succedera’? “Oggi era in platea” assicura il manager chietino al termine del Capital market day svoltosi a Balocco, davanti a 300 tra analisti finanziari e giornalisti, oltre che alla prima linea di manager. Se ancora non ha il volto il successore dell’uomo che ha riportato in vita dal 2004 in poi una Fiat quasi morta dal 2004, “rischiavamo il fallimento” ha detto John Elkann, appare invece un po’ piu’ definito il futuro degli impianti italiani. “Non chiudiamo nessuno stabilimento e non mandiamo via nessuno” ha assicurato Marchionne, anche se le produzioni annunciate oggi non e’ chiaro come saranno distribuite sugli impianti europei, dalla Polonia a Melfi, passando per Mirafiori e la Serbia, appare tutto ancora in via di definizione. “Nel 2022 sara’ utilizzata l’intera capacita’ produttiva” ha spiegato il manager, rinnovando un obiettivo gia’ promesso in passato. Ora pero’ il progetto appare concretissimo, perche’ nel nostro Paese dovrebbero ricadere le nuove produzioni a basso impatto ecologico, ovvero la nuova gamma di Fiat 500 elettriche, che gia’ nel 2020 saranno in vendita. Non solo, tornera’ in auge anche la 500 Giardiniera, ovvero la versione con bagagliaio rialzato. Anche i nuovi modelli di Jeep, ricadranno sull’Italia, cosi’ come le nuove produzioni ad alto valore aggiunto di Alfa. Anche Maserati avra’ un cuore italiano, e motori elettrici o ibridi, in grado di fornire alte prestazioni degne del Tridente, che almeno fino al 2022 non fare parte della business unit congiunta con il Biscione.

Nel piano industriale ci sono ovviamente anche alcune “vittime” eccellenti. Addio alla Punto, cosi’ come alle Alfa Romeo Mito e 4C. Piu’ in generale e’ il marchio Fiat a uscire con le ossa rotte, per Marchionne non e’ infatti in grado di competere a livello globale, restera’ quindi attivo solo in Europa per citycar e 500, e in America Latina. Addio anche al diesel dal 2021, i motori a gasolio saranno disponibili solo sui veicoli commerciali. Una decisione inevitabile, che pero’ mette in forte discussione il futuro dell’impianto irpino di Pratola Serra, specializzato nei motori diesel. Il futuro e’ in mano ai brand globali, Jeep e Alfa Romeo, Ram e Maserati. Anche Chrysler, secondo l’a.d. di Fca non ha piu’ l’appeal sufficiente, e sara’ presente negli Stati Uniti solo per veicoli famigliari. Per Alfa in arrivo vari restyling, la nuova 8C e la Gtv, una quattro posti supersportiva oltre mini Suv, obiettivo di vendita 400mila vetture nel 2022. Maserati punta sulla Alfieri, un nuovo Urban Vehicle di taglia media, la nuova Quattroporte e un nuovo Levante. Obiettivo 100mila vetture vendute nel 2022. Per realizzare tutto cio’, sara’ necessario uno sforzo economico rilevante, pari a 45 miliardi di euro, di cui un quinto dedicato all’elettrificazione della gamma. Tutto appare piu’ semplice dopo l’azzeramento del debito, festeggiato da Marchionne con una cravatta blu, pegno di una scommessa. L’obiettivo e’ generare ricavi in crescita del 7% ogni anno, e distribuire 6 miliardi di dividendi, non capitava dal 2007. Nei piani anche lo sviluppo dei sistemi di guida autonoma, su cui Fca lavora con tre partner: Google, Bmw e Aptiv. Nessuna scelta e’ stata ancora fatta su questo fronte, ma nel 2023 la prima vettura Fca capace di viaggiare autonomamente, sara’ commercializzata.

Esclusa l’uscita della famiglia Agnelli, “siamo qui da 100 anni, e da 15 anni abbiamo lavorato a consolidare questo gruppo” ha assicurato il presidente Elkann, Fca potrebbe cedere o quotare Magneti Marelli, entro il 2018. Altre operazioni straordinarie non sono previste a breve. In Borsa il titolo ha perso oltre il 4%, la finanza forse si aspettava qualche annuncio o target aggressivi. Ma a guardare indietro al primo giugno 2004, quando Marchionne venne scelto come a.d., ricorda il manager “era come vincere alla lotteria, immaginare questa situazione. Pensare questi risultati allora, era impossibile”.

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