Vittima di usura e lo Stato chiede le tasse sui prestiti degli strozzini

 L’incredibile storia di un imprenditore bresciano

Un imprenditore di Brescia perseguitato dagli strozzini si rivolge allo Stato sperando nella sua protezione. Ma l’Agenzia delle Entrate  pretende di incassare le tasse per le somme che lo stesso imprenditore ha prelevato dai suoi conti e versato nelle mani degli strozzini. A raccontare la vicenda ai microfoni della trasmissione “Ho scelto Cusano – Dentro la notizia” su Radio Cusano Campus, sono i legali dell’imprenditore: Giorgio Prandelli (che si occupa della parte penale della vicenda) e Filippo Caruso (che si occupa della parte tributaria).

“L’imprenditore si è rivolto agli usurai nel 2008, perché in quel momento era in carenza di liquidità e le banche avevano chiuso i rubinetti del credito –ha raccontato l’avv. Giorgio Prandelli-. Dopo numerose minacce alla sua incolumità, ha deciso di chiedere la protezione dello Stato rivolgendosi ai carabinieri I carabinieri hanno indagato, esaminando le movimentazioni bancarie che risultavano. Dopodichè è nato il procedimento penale, per cui gli usurai sono stati arrestati. Doveva essere un lieto fine, invece così non è stato perché dopo un paio d’anni, la Guardia di finanza prima e l’Agenzia delle entrate poi, esaminando le stesse movimentazioni bancarie che avevano costituito per i carabinieri la prova del fenomeno usuraio, sostengono che sarebbero indice di proventi e incassi operati in nero. Quindi chiedono al contribuente di pagare le imposte su movimentazioni che altro non sono che i prestiti usurai. Quindi oltre al danno, anche la beffa. Lo Stato viene a imporre le tasse sui prestiti usurai. E ora l’imprenditore è finito sotto processo”.

“Negli anni in cui era sotto usura, l’imprenditore non ha presentato le dichiarazioni dei redditi –ha spiegato l’avv. Filippo Caruso-. Ed è da questo elemento che è partita la Guardia di finanza. In questa fase il contribuente ha manifestato la questione, presentando anche gli atti del procedimento penale nei confronti degli usurai e dando la sua piena disponibilità a pagare le sanzioni legate all’omessa presentazione della dichiarazione dei redditi. Questo però non è bastato all’amministrazione, che non ha fatto altro che copiare e incollare il verbale della Guardia di finanza. Di fronte a una situazione di questo tipo ci aspettiamo la tutela da parte dello Stato. Se anche volessimo essere ciechi e non considerare tutta la situazione nella sua gravità, considerando solo la questione fiscale, comunque sia i soldi che il contribuente ha dato agli usurai sarebbero deducibili e dunque la sua dichiarazione dei redditi sarebbe pari a zero. Ma questa considerazione non è stata valutata”.

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