Ardesio, l’affresco miracoloso del Santuario della Madonna delle Grazie

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Il culto di Maria Maddalena, ancora prima che con i suoi romanzi Dan Brown accendesse i riflettori su questa figura, era praticato un po’ in tutta Europa, anche in Val Seriana. Ad Ardesio abbiamo una testimonianza importante nel santuario dedicato alla Madonna delle Grazie, così come spiega Mino Scandella in questa puntata di Racconti di Ieri.

L’affresco miracoloso conservato sull’altare maggiore ha un inestimabile valore devozionale. «Concentriamo l’attenzione sul valore artistico. La pittura muraria – introduce Scandella – si trovava originariamente presso casa Salera nel luogo in cui avvenne l’apparizione di Maria in trono a Maria Caterina Salera».

La stanza nella quale era situato il dipinto è nominata “Dei Santi” ed è stata affrescata nel 1449 da un pittore locale su commissione di un sacerdote. «Sulla parete nord – spiega Scandella – era rappresentato Dio Padre Benedicente, San Gerolamo e, accanto al Santo, il sacerdote committente. Molto probabilmente anche la parete sud era decorata: con un’ illustrazione della Madonna in trono e di San Cristoforo. La parete ovest è quella oggi custodita all’interno del santuario. Da sinistra a destra sono rappresentate le figure di Sant’Agostino, San Giorgio, San Giovanni Battista, Maria madre di Cristo, Cristo Crocifisso, Maria Maddalena, San Pietro, San Paolo e San Giovanni Evangelista secondo quanto scritto nel verbale redatto nel processo canonico fatto qualche mese dopo l’apparizione su incarico del vicario episcopale».

L’affresco si presta a diverse interpretazioni. «Una seconda lettura fatta successivamente – aggiunge – vuole che la figura alla destra del Cristo sia San Giovanni Evangelista e che l’ultimo santo a destra sia l’evangelista Luca».

Altro aspetto molto interessante è il forte impatto emotivo.
«Questo è reso grazie alla rappresentazione straziata del Cristo ritratta con il corpo smagrito e alla figura della Vergine la cui espressione del viso comunica intenso dolore. Le grandi mani aperte della Madonna – continua – sproporzionate rispetto al resto del corpo, indicano che è il momento successivo a quello nel quale Gesù le ha affidato Giovanni e lei lo accoglie. Maria è così la madre di tutti i credenti e rappresenta la Chiesa».

Anche la paternità dell’opera si presta a controversie. «Dubbia è l’attribuzione tradizionale a Giacomo de Buschi o Busca – conclude – è infatti possibile che sia il frutto del lavoro di un altro Giacomo Busca artefice del San Giorgio presente a Novezio e della scena della Vergine dei Santi dipinta sulla facciata del palazzo comunale di Clusone».

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