Italia altrove

L’Italia non ha bisogno di nuovi sacrifici proiettati in un’ottica che ben poco andrebbe a migliorare la realtà nazionale. I Connazionali nel mondo hanno da essere considerati con un’interpretazione politica meno internazionale dei problemi che li coinvolgono in Patria.

Se i politici dovessero continuare a dare un’importanza marginale agli italiani che vivono altrove, si potrebbe verificare quell’effetto “boomerang” che molti in Patria hanno, da sempre, temuto. Gli Onorevoli eletti nella Circoscrizione Estero hanno fatto ben poco per aggiornare una legge sul voto già nata vecchia.

Ovviamente, ci sono stati seguiti politici che hanno fatto slittare il cambiamento. Di ciò, dopo cinquantacinque anni di giornalismo al servizio degli italiani che vivono altrove, prendiamo atto. Per correggere ciò che riteniamo possibile, certe iniziative hanno da maturare anche fuori d’Italia. Sempre che ci si creda veramente.

 Non è il caso d’aggiungere indicazioni personali. Chi vive oltre frontiera è già nelle condizioni di partecipare anche al futuro della terra d’origine.

 Proprio sotto questo profilo, che riteniamo fondamentale, intendiamo fare chiarezza sullo “status” dei Connazionali nel mondo per coinvolgerli nelle decisioni che potrebbero cambiare il loro destino della Penisola.

 Certe soluzioni, tuttavia, non dovrebbero essere prese senza una più approfondita analisi da parte di chi non vive in Italia; ma ne ha, a pieno diritto, la cittadinanza.

 L’Italiani “altrove” dovrebbero avere la stessa valenza che sollecitiamo, da qualche tempo, nella Penisola. Particolarmente sotto il profilo della rappresentatività attiva. Ma, ancora una volta, non c’è peggior sordo di chi non ha l’intenzione di sentire.

Giorgio Brignola

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