La mostra Roots di Beppe Ardito a Cisternino

La mostra Roots di Beppe Ardito a Cisternino, disconnessione e ritorno alle radici.

 di Antonio Valenza

Roots sta per “radici”, radici intellettuali, artistiche, sentimentali che il maestro Beppe Ardito, classe 1967, ritrova nella cultura contadina dopo una lunga immersione in quella underground  internazionale e che ormai lo legano indissolubilmente  alla Valle d’Itria nel cui contesto si ambienta la prima di 15 personali che il pittore, scultore e fotografo, mette in scena appunto nella terra dei trulli. E lo fa provocatoriamente, da convinto animalista, in un’antica macelleria,  “Da zio Pietro”, che oggi è uno dei ristoranti più noti della bellissima Cisternino.

Lo stesso soggetto equino che campeggia sull’invito della mostra, trasformato in albero che affonda le sue radici – se non nel cavalluccio a dondolo dell’infanzia perduta -, non è più l’oggetto del consumo carnivoro ma il simbolo di una umanità reificata e postumanizzata, che cerca riparo nel ritorno alla natura, una natura amica e ideale, potremmo dire idillica, invero alquanto difficile da ritrovare. E’ un messaggio ironico e provocatorio, un inno alla disconnessione internautica e al recupero dei valori più autentici della vita.

Beppe Ardito è figlio d’arte, suo padre Michele è stato uno dei pittori figurativi lucani più interessanti degli ultimi decenni del secolo scorso. Dal padre ha ereditato l’amore per la sperimentazione e per tutte le forme d’arte.

La mostra sarà inaugurata il 29 sera dallo scrittore e giornalista prof. Enzo Varricchio, vice direttore del nostro giornale,  e sarà visitabile sino al 10 agosto.

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