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Meglio capire

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Chi ci segue sul fronte dei fatti UE, si sarà reso conto, e da qualche tempo, che una politica unitaria nel Vecchio Continente non c’è mai stata. Ora, guarda caso, si mettono in dubbio anche alcuni aspetti economici dell’Europa Stellata.

 Per noi, forse perché non avvezzi ai coinvolgimenti di cordata, non ci sono, in definitiva, preoccupanti novità. Tutto è, e resterà, come sempre: col dubbio d’altri recessi. La Gran Bretagna, Paese molto democratico, ha dato un segnale, forte, sulla fragilità socio/politica di un gruppo di Paesi europei, con origini e sviluppi differenti tra di loro e, qualche volta, neppure in sintonia.

Lo scriviamo all’inizio di questa torrida estate per non meravigliarci, poi, se quest’inverno si dovessero verificare altri “ripensamenti”. E’ la storia del Vecchio Mondo ha farci capire che il termine “Unione” è difficile da coniugare quando i Paesi che ne fanno parte hanno problemi spesso in antitesi con altri. Fuguriamoci, poi, se si dovessero prendere in esame quelli, e non sono pochi, che vorrebbero entrare in UE.

Se lo scriviamo, non è certo per sottovalutare una linea di sopravvivenza comunitaria. Il globo è diviso, idealmente, in tre realtà economiche: Europa, Asia e Americhe. Il resto del mondo è un “contorno” utile, ma non indispensabile. Anche l’Italia, che ha tanti problemi suoi, si barcamena tra i “certi” e gli “indecisi”.

Il binomio Di Maio/Renzi tenterà di reggere il suo ruolo, ma altri Paesi UE non sembrano intenzionati a mettere il gioco carte improbabilmente vincenti. Meglio capire, in tempo utile, che non tutto si evolverà come si vorrebbe e rimediare non sempre sarà adeguato. Soprattutto per chi, in prima battuta, è alla guida dl Governo nazionale.

Giorgio Brignola

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