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Non sempre volere e’ potere

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Non intendiamo, già lo abbiamo scritto anche per il passato, schierarci “pro” o “contro” l’attuale Esecutivo. Anche perché, bene che vada, potrebbe non riuscire a rendere operativi i primi punti del suo Programma di Governo in tempi ragionevolmente contenuti. Certo è che sul piano socio/economico nazionale gli effetti sono stati teoricamente evidenti. Vivere alla giornata, che sino allo scorso autunno, non era criticabile adesso, l’è. Insomma, ci si adatta perché i tempi migliori non hanno “fasi” programmate. Almeno secondo l’attuale linea politica di centro/destra.

 Che la Penisola sia in fase di trasformazione, lo percepirebbe anche l’uomo più distratto del mondo. Chi è attento, per altro, se ne rende conto con perplessità. L’abbinata Di Maio/Salvini ha fatto delle promesse. Il termine”sacrificio” ha lasciato il posto al “riesame” dei fatti. Sia nel settore pubblico, che privato. Sullo sfondo, assai sfumato, c’è un quadro politico ancora indefinito. Per ora, non riusciamo a capire chi “guida” e chi “segue”, ma, col tempo, i giochi torneranno a essere chiari. Ora, l’Italia, che è un tassello del tessuto UE, dovrà essere messa nelle condizioni di contare di più in Europa.

 I coinvolgimenti politici sono troppo vicini perché possano permettere passi affrettati. Non resta che verificare se la fase acuta della nostra economia riuscirà a essere risolta entro fine anno. Questa volta, però, assumendo una precisa genesi di progetto. Sempre che, come da vecchio copione, il cerchio si chiuda con poco di fatto. Sarebbe fantapolitica ma, in definitiva, non proprio tanto. Quelli che, invece, potrebbero frenare l’evoluzione restano i contrasti all’interno dei partiti di “collaterali” di questa maggioranza.

 Il termine, a nostro avviso, sa già di”vissuto”. Per ora, però, non ci sono altre possibilità per definirlo in modo diverso. L’attuale Capo dell’Esecutivo ha accettato un incarico difficile. Forse, non c’era altra via per tentare di non vanificare quel poco di positivo che ancora sopravviveva nella Penisola. Solo il 2019, se non ci saranno intoppi di “percorso, ” potrebbe essere l’anno dei segnali di ripresa per la Repubblica Italiana. Però, le idee di cambiamento ci sembrano parecchie; anche troppe. Per dare un parere sui risultati, non ci resta che la pazienza d’aspettare. Sempre rammentando che non sempre volere è potere.

Giorgio Brignola

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