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Una mappa digitale per i Beni culturali: il governo ci punta.

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Il ministro Bonisoli: “Serve un catalogo digitale per gestire meglio i finanziamenti e le azioni di tutela”. Intanto l’Emilia Romagna brucia tutti sul tempo e lancia Sacher: una piattaforma per facilitare l’accesso ai dati da parte di operatori del settore e cittadini. A Bologna i primi test

F. Me

Un catalogo digitale nazionale dei Beni Culturali: il governo ci crede, “La tutela va fatta. Ci sono tecnologie che possono aiutare, dobbiamo assolutamente investire – ha detto il ministro dei Beni e delle Attività Culturali, Alberto Bonisoli, durante la presentazione delle linee programmatiche del ministero alle commissione riunite Cultura di Camera e Senato – Non sono sicuro che sappiamo tutti i beni che abbiamo, va fatta una mappatura prima di mettere in moto i finanziamenti”.

Per Bonisoli la digitalizzazione è importante e va potenziata. “Arrivare a un catalogo digitale nazionale sarebbe molto importante”.

Intanto qualcosa si muove a livello regionale. L’Emilia Romagna, ad esempio, ha di recente lanciato il progetto Sacher (Smart Architecture for Cultural Heritage in Emilia-Romagna) finanziato dalla Regione nell’ambito del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (POR FESR 2014-2020).

Il pilastro del progetto è la realizzazione di una innovativa piattaforma Ict, disponibile su Web, che faciliti l’accesso ai dati relativi ai Beni Culturali in tutta la fase della loro vita da parte di istituzioni culturali, agli esperti in conservazione-restauro dei Beni e al pubblico.

Sfruttando le risorse del Cloud Computing e del paradigma Active Digital Identity, Sacher garantirà all’utente un prodotto completamente distribuito e open source, in grado di integrare le infrastrutture hardware e software, pubbliche o private, impegnate nella conservazione dei dati relativi al vasto patrimonio culturale nazionale.

La piattaforma metterà a disposizione servizi applicativi personalizzati in grado di assicurare l’accesso, l’analisi e la presentazione dei dati sia a specialisti del settore (restauratori, architetti, storici, archeologi etc.) sia a cittadini e turisti.

Il progetto mira a favorire il consolidamento di nuovi modelli di business culturale mediante l’integrazione di soggetti pubblici e privati che operano all’interno dell’imprenditoria sociale e delle Ict.

“Si vuole così generare un ecosistema di servizi e attori in grado di costruire nuove filiere di valori nell’area della produzione e della fruizione collaborativa di servizi culturali”, spiegano dalla Regione.

La validazione della piattaforma Sacher avverrà in collaborazione con il Comune di Bologna su Beni Culturali all’interno dell’area del Palazzo del Podestà e porterà alla realizzazione di una versione di prova del prodotto finale che possa essere rapidamente trasferito sul mercato e disponibile in vari contesti di città d’arte.

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