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Una su tre

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Inutile fare finta di nulla. La crisi economica c’è ancora. Le promesse politiche non hanno contribuito a migliorare il processo involutivo che ci coinvolge. Come sempre, sono i redditi medio/bassi i più colpiti.

 Pur con un’inflazione ufficiale a”zero”, vivere nel Bel Paese resta, però, un’impresa. A conti fatti, anche per l’immediato futuro, gli italiani si dovranno accontentare facendo, ancora, proprio quel fatalismo che ritenevamo sradicato dalla penisola.

I problemi di liquidità per il quotidiano restano evidenti. Come a scrivere che oltre il 30% delle famiglie italiane continuano a essere “povere”, avendo modificato il loro stile di vita. A sud si vive con meno rispetto al nord. Ma ci sono anche meno opportunità di lavoro. Mentre il mercato occupazionale resta bloccata, nonostante alcuni provvedimenti governativi, la “rinuncia”, resta l’unica via per far bilanciare i conti familiari. La povertà non è un termine privo di contenuti e gli effetti sono sotto gli occhi di tutti.

Ci sono, ancora, troppe incoerenze da eliminare e privilegi da ridimensionare. Vivere con “meno” è più difficile. Soprattutto quando la crisi è, soprattutto, di liquidità.

Del resto, anche un’analisi più dettagliata dell’economia spicciola evidenzia una disparità sul potere d’acquisto di parecchi generi; anche di prima necessità. Vivere con poco, da noi, è una necessità della quale avremmo fatto, volentieri, a meno. A questo punto, con molta oggettività, non siamo in grado di fare delle previsioni economiche; neppure a breve termine.

Con la riduzione dei consumi, lo stesso meccanismo commerciale italiano subirà un successivo contraccolpo. Gli effetti di una politica, ancora incerta, avranno il loro ruolo su un’economia che evidenzia, ancora, una palese mancanza di fiducia. Pur con tutte le assicurazioni, delle quali non ci fidiamo più, l’indice di “povertà” potrebbe ampliarsi.

Ora, non c’è sfuggito che, accanto ad una crisi economica più che evidente, s’è fatto strada uno scombussolamento politico che, per altro, era prevedibile. Entro la primavera 2019, i nodi dovranno tornare al pettine. Potrebbe essere anche il Capo dello Stato a sopportare la fine di un Esecutivo che chiede tempo per agire e non ne offre per dare una sorta di continuità operativa a questo Polo di Centro Destra..

Giorgio Brignola

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