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Italia – Libia e l’accordo donate 12 imbarcazioni alla Guardia ibica

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Immagine (Il Post)

Di Giusy Criscuolo

Il 2 luglio del corrente mese, la bozza del decreto legge per gli aiuti alla Guardia costiera libica è stata posta in esame e in attesa di approvazione.

Data l’urgenza di assicurare al governo libico le dotazioni necessarie per affrontare il flusso dell’immigrazione clandestina verso l’Italia, in data 10 luglio la su citata bozza è stata approvata con l’entrata in vigore del provvedimento l’11/07/2018.

L’’Italia donerà alla Guardia costiera libica 12 imbarcazioni di cui 10 motovedette classe 500, in dotazione al Corpo delle capitanerie di porto (Guardia costiera) e 2 unità navali da 27 metri, classe Corrubia, in dotazione alla Guardia di finanza. La spesa prevista è di 1.150.000 euro suddivisa in 650.000 euro in favore del Ministero delle Infrastrutture e trasporti in relazione alle 10 motovedette della Guardia costiera e 455.000 euro in   favore   del   Ministero dell’economia e delle finanze in relazione alle 2 unità navali della Guardia di finanza. Nella spesa sono compresi ulteriori 1,3 milioni di euro suddivisi in due anni per la manutenzione dei mezzi e la formazione del personale della Marina e della Guardia Costiera libica.

http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2018/07/10/18G00111/sg

La misura approvata, mira a rafforzare le capacità operative della Guardia costiera libica nell’affrontare il traffico clandestino dei migranti. Permetterà di gestire con personale qualificato la tratta illegale di esseri umani, preserverà la vita in mare e conterrà la pressione migratoria. Questo progetto “pilota” prevede l’addestramento di 300 agenti della Guardia costiera libica per contrastare l’immigrazione e aiutare negli interventi di salvataggio in mare.

Il piano è quello di rilanciare i rapporti con la Libia dal punto di vista politico ed economico, non solo attraverso la fornitura gratuita di attrezzature navali per il pattugliamento delle coste, ma anche attraverso la creazione di un centro operativo all’interno del porto di Tripoli, il cui scopo sarebbe la manutenzione delle imbarcazioni.  Purtroppo però, il problema degli arrivi clandestini in Libia sono a monte e non provengono solo da mare, ma anche dalla regione del Fezzan (una delle tre regioni della Libia), al confine con il Niger, dove c’è la necessità di monitorare e operare in modo da bloccare il gran numero di clandestini che attraversano il confine.  

Ad oggi Tripoli chiede all’Italia di accelerare i tempi per l’invio delle motovedette, per adempiere nel miglior modo possibile alle nuove ondate migratorie e al crescente impegno che la Libia si è assunto. Attualmente in forze alla Guardia costiera libica sono attive 2 navi in pessime condizioni di manutenzione e altri mezzi fermi in porto per carenza di carburante. I trafficanti di uomini, grazie al pugno duro che l’Italia sta utilizzando, stanno valutando altre rotte e gli stessi migranti iniziano a rinunciare alle partenze. Il numero dei migranti irregolari che dalla Libia sono tornati ai loro paesi di origine nel corso del primo semestre di quest’anno, nell’ambito del programma di rimpatrio volontario, è stato pari a ottomila e 938 immigrati provenienti da 30 paesi di Africa e Asia.

 

 

 

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