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Pil e carico fiscale

A prescindere dalle ipotizzabili modifiche sui provvedimenti di natura fiscale, l’Italia non uscirà dalla crisi economico/sociale in tempi brevi. Lo avevamo scritto e, purtroppo, lo avvaloriamo. Nel 2018, nella più favorevole delle ipotesi, il Prodotto Nazionale Lordo (PIL) italiano andrà stabilmente in positivo (+1,8%).

 Conti alla mano, l’Esecutivo Di Maio/Salvini ha assicurato che non ci saranno riduzioni della spesa sociale. Lo auspichiamo, ma i segnali, che già rileviamo, c’inducono a essere meno possibilisti. La Legge di Stabilità 2018 resta ancora un rebus. Intanto, il carico fiscale rimarrà ancora immutato. Insomma, di “sconti” impositivi se ne vocifera molto; ma nulla di più.

 Certo è che, pur con tante buone promesse, la crescita economica d’Italia è ancora frenata. Avere un PIL positivo è una garanzia ancora da verificare. L’obiettivo da conseguire, con meta “meno tasse” è, a nostro avviso, una pia illusione.

Con molta prudenza, qualche considerazione migliore la s’intravede verso la primavera del 2019, quando il tasso di disoccupazione dovrebbe attestarsi intorno all’8, %. Del resto, le forze sociali restano critiche e s’insiste sulla diminuzione della spesa pubblica che non favorisce l’inversione di tendenza finanziaria ipotizzata da quest’Esecutivo di Centro/Destra.

 L’Italia economica ha ancora molti bilanci da focalizzare e spese superflue da eludere. Nelle parole, i politici, di qualsiasi tendenza, sono d’accordo nel preoccuparsi in tal senso. Nella pratica, però, le posizioni si differenziano. Il rischio d’essere “impopolari” cresce in modo esponenziale. Intanto, il Parlamento riprenderà la sua normale attività a settembre.

Giorgio Brignola

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