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La spiaggia protagonista del Primo Premio di Poesia “La Riccetta”

 

Lo Stabilimento balneare La Riccetta di Ortona (Ch) ha organizzato il Primo Premio di Poesia in spiaggia in memoria di Eugenio Bomba ed Anna Bomba che hanno fatto della poesia una “missione” di vita. Il concorso ha scadenza il 2 Agosto e sarà seguito da una cerimonia di premiazione a cura di una giuria specializzata il 4 Agosto presso lo Stabilimento La Riccetta

La tematica del concorso è la spiaggia, il mare, l’estate. Si prospettano numerosi i partecipanti al suddetto Premio perché la spiaggia è una tematica che accomuna tante persone. E il luogo in cui si condividono esperienze, accadono avvenimenti sorprendenti e divertenti ed è fonte di ispirazione per molti artisti.

L’idea è dell’autore Attilio Alessandro Ortolano, scrittore pescarese che con questo concorso vuole ricordare la figura del fondatore de La Riccetta, che negli anni ’60 fondò lo stabilimento nel Lido Riccio e che ha scritto poesie e pubblicato un romanzo: La legge di Roma, 1958.

In questa intervista esclusiva per noi, lo scrittore Attilio Alessandro Ortolano, autore di Bellezza e Crudeltà (2015) e Il cuore che abito. Altrove si ride (2018), ci parla di com’è nata l’idea del concorso, del ruolo del poeta nella società odierna e della sua passione per la scrittura che permette di esprimere al meglio il suo animo sensibile e artistico.

1)Com’è nata l’idea di questo Primo Premio di Poesia La Riccetta?

L’idea di questo premio è nata per ricordare il fondatore de La Riccetta Eugenio Bomba e sua figlia Anna. Da quando sono arrivato qui, tre anni fa, non mi sono mai sentito nel posto sbagliato. Quando mi dissero che il nonno di Stefano, titolare attuale, aveva pubblicato un libro nel 1957 (La legge di Roma), ho sentito una certa parentela spirituale che a parole non posso spiegare. Nello stesso anno avevo pubblicato il mio primo romanzo, Bellezza e Crudeltà, con temi e intenti simili, ma non ho mai incontrato Eugenio.

Poco tempo fa ho scoperto che anche il padre della titolare, Stefania, scriveva poesie, e che lo faceva nello stesso periodo in cui Eugenio scriveva le sue ultime.

Lo scorso anno sua figlia, Anna, mi ha portato alcune sue poesie: avevamo deciso di trascriverne alcune che erano scritte su fogli ormai rovinati.

Fui molto contento del fatto che Anna avesse deciso di portare degli scritti che teneva quasi segretamente.

Ancora oggi ricordo quella strana beffa di quando le dissi di aver preparato il mio secondo romanzo. Avevo inserito tra i personaggi uno ispirato a suo marito Ernesto, secondo titolare de La Riccetta dopo Eugenio. Lei disse sorridendo e ridendo, come al suo solito, che solo per questo lo avrebbe voluto leggere. Fu una delle ultime volte che la vidi e questo episodio mi ha reso triste. Ho pensato tante volte al fatto che promettiamo qualcosa a qualcuno e non sappiamo quanto tempo abbiamo a disposizione per mantenere una promessa.

Anche se non avrò mai le prove di questo, penso che la poesia, quando riesce a trasmettere emozioni vere, può varcare il confine della nostra realtà, e raggiungere qualche zona dove possiamo ancora parlare con chi non c’è più.

E’ per questo che ho pensato a questo premio.

2) Eugenio Bomba e sua figlia Anna Bomba ai quali il premio è dedicato hanno fatto della poesia una “missione di vita”. Cosa pensi del ruolo del poeta nella società odierna?

Ognuno ha una propria missione. Del ruolo del poeta nella società odierna non penso niente. Il poeta può sia solo scrivere e fermarsi, sia scrivere ed agire. Da molto tempo credo che esista un compromesso, un modo per rendere le parole materia viva. In pratica: se lo scrivi, allora fallo. In caso contrario, ho l’impressione di perdere l’essenza stessa della vita. Non credo in quelli che scrivono e non fanno niente per qualcuno. Io ho molto da imparare, riconosco i miei limiti, e cerco di fare il possibile per migliorare in tutto ciò che so fare ed anche in quello che non so fare.

Scrivo perché sento di farlo.

In un mondo arrogante spesso la poesia ci svincola dalle nostre debolezze: questa è una vittoria.

Eugenio scriveva poesie ma non faceva solo questo. Anna incarnava la poesia e non la scriveva. Suo figlio Stefano, l’attuale titolare, fa la stessa cosa. Ci sono persone che sono un esempio, perché il loro compito non è quello di trasformare in carta scritta quello che fanno, ma sono essenziali per chi invece scrive. Sono effettivamente l’esempio.

Se dovessi allora scrivere del ruolo di poeta, credo che non sarei capace.

Ognuno è poeta secondo un modo proprio.

La poesia non ha una definizione oggettiva, la senti e ti provoca qualche reazione, o non la senti, tutto qua.

3) In un’intervista ha dichiarato che la spiaggia, una delle tematiche del Premio, è più di una tela che rappresenta una nazione. Ci vuole spiegare meglio il concetto?

Vivere in spiaggia è vivere davanti ad una tela: incontri persone di tutti i tipi, di tutti i caratteri, forti, deboli, fragili, caduti, innamorati o no. Ho sempre visto tutto quello che ho intorno come un riflesso della vita che viviamo.

Ho studiato all’università ma ho imparato più tra la gente. Ricordo spesso due cose: di cercare di essere gentile con chiunque perché non sai mai che battaglia sta combattendo la persona che ti sta di fronte, e di cercare nei limiti del possibile di non fare mai male a nessuno, tutto il resto è una conseguenza di questi comportamenti.

Non sono frasi fatte e ho riconosciuto che dirlo a qualcuno non vuol dire renderlo santo: alcuni possono rimanere cattivi o dispettosi ed è quasi sempre perché sono infelici. Il gioco è passarci sopra, quello che fa male deve essere attraversato e lasciato da parte.

Sono fortunato ad avere una predisposizione all’osservazione, mi aiuta molto a capire che tutti in fondo cercano di sentirsi meno soli.

4) Com’è stata l’esperienza della trascrizione delle poesie del poeta e scrittore Eugenio Bomba, compito “privilegiato” che le è stato attribuito dalla figlia Anna Bomba?

Uno dei miei pensieri fissi è cercare di non lasciare andare la traccia buona che qualcuno può lasciare. Credo da sempre che ogni persona lasci quello che deve lasciare esattamente nel tempo necessario e che questo ricordo deve servire per aiutare qualcuno. Per questo ho trascritto volentieri le poesie, sapevo di fare una cosa buona per Anna, Eugenio, e per chi leggerà i suoi scritti dopo di lui.

Non lo possiamo sapere, ma un giorno può arrivare qualcuno che ha bisogno esattamente di una frase scritta da Eugenio trenta o quaranta anni fa.

Questo è il collegamento che cerco.

5) Cosa pensa del lavoro di squadra nell’organizzazione di un evento culturale come questo premio di Poesia?

Penso che da solo non avrei potuto fare niente. Ho avuto l’idea ma era solo questo: una idea. Stefano mi ha dato un parere positivo da subito e quindi ho provato a contattare alcune persone conosciute grazie ai romanzi pubblicati. Anche in questo caso posso affermare che un libro aiuta il suo autore. Nessuna delle persone che ho contattato si è tirata indietro e questo per me è stato bellissimo. Mi parlano bene dei miei libri e mi ringraziano ma devo essere io a ringraziarli pubblicamente per l’aiuto ed il coraggio che mi offrono. Ci sono reti di persone che quando collaborano creano cose bellissime.

6) Qualche anticipazione sulla giuria e l’evento di premiazione che si svolgerà il 4 Agosto?

La giuria sarà composta da membri di rara sensibilità ma non mi interessa anticipare di una giornata che non so esattamente che sorprese riserverà. Quello che voglio fare in questa ultima risposta è ringraziare tutte le persone che mi hanno aiutato, quelle che hanno partecipato, quelle che avevano intenzione di partecipare, e quelle che ci saranno alla premiazione il 4 Agosto alle 16.00.

Grazie a Stefano e Stefania perché mi hanno lasciato la strada libera per l’organizzazione, ad Ernesto, a Gabriella, Domenico, Francesco, Maddalena, Elena, Luisa, al movimento per l’emancipazione della poesia, all’associazione culturale Oltre l’Attimo in nome di Lorenzo, a tutte le persone che hanno inviato poesie, ad Anna che mi ha permesso di scoprire le poesie di suo padre e allo stabilimento balneare La Riccetta che per me è una piccola casa.

Mariangela Cutrone

 

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