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“Ronaldo economics”: come può crescere il bilancio della Juve in soli tre anni

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di Giancarlo Liggi

Attraverso un’anticipazione del “Sole 24 Ore” che riporta i calcoli fatti da Kpmg Football Benchmark con il suo gruppo di Sports advisory guidato da Andrea Sartori, viene analizzato il valore economico e la ricchezza che può portare Cristiano Ronaldo alla Juventus e al Campionato Italiano.

Secondo KPMG, ci possono essere enormi vantaggi se i risultati sportivi saranno soddisfacenti, ma anche forti rischi se la squadra ad esempio non si qualifichi agli ottavi di finale in Champions League.

Cristiano Ronaldo è stato pagato 117 milioni di euro, suddivisi in 100 milioni per il cartellino al Real Madrid, 12 milioni in 4 anni di oneri al procuratore Jorge Mendes e 5 milioni come contributo di solidarietà Fifa (anche se questa voce la Juventus non l’ha ufficializzata). Il calciatore ha firmato un contratto quadriennale con uno stipendio netto di 30 milioni all’anno (secondo un’indiscrezione del sole 24 ore, all’interno del contratto è previsto un bonus che porterebbe lo stipendio annuo a 40 milioni netti), pari a un costo lordo di 55-56 milioni per la società bianconera, che rappresenta circa il 21% dei costi totali del personale della Juventus (262 milioni). Firmando un contratto di quattro anni il costo totale dell’acquisto verrà spalmato su 4 bilanci, avendo cosi un ammortamento annuo di 29,25 milioni. Come fa notare KPMG Ronaldo oltre a beneficiare di un contratto nettamente superiore rispetto a quello che percepiva al Real Madrid, potrebbe avere dei grandi vantaggi fiscali. Se ci sarà l’approvazione dell’agenzia dell’entrate, il giocatore potrà avvalersi della legge 232 del 2016, ossia su tutti i suoi redditi di origine estera, pagherà solamente una tassa di 100,000 euro all’anno. Di questo beneficio non potrà avvalersi la Juventus che dovrà pagare le imposte in Italia come da prassi.

Attraverso questi calcoli KPMG presume che il costo annuo di Ronaldo sui bilanci della Juventus possa essere pari a 85 milioni all’anno (115 milioni se lo stipendio arriva a 40 milioni all’anno) e di 340 milioni nell’arco dei 4 anni di contratto.

La Juventus però dovrà anche rispettare la regola del break-even imposta dall’Uefa, ossia che le perdite del bilancio del triennio precedente non debbano superare i 30 milioni (bilancio 2017 chiuso con utile di 42 milioni, mentre il bilancio 2018, anche se non si hanno conferme in merito, dovrebbe essere in perdita, con cifre che variano tra i -17 e i -30 milioni). Con le nuove regole introdotte dall’Uefa quest’anno, nel FFP2, dove le squadre non potranno avere un saldo negativo tra acquisti e cessioni che superi i 100 milioni, la società bianconera sarà quasi sicuramente “indotta” a fare qualche cessione per rispettare questa nuova norma.

Con l’aumento del 30% degli abbonamenti e mantenendo gli stessi abbonati della scorsa stagione, la Juventus potrebbe incassare 33-34 milioni che possono arrivare fino a 52 se viene considerata la vendita libera dei biglietti per il solo campionato di Serie A. Se si tiene conto anche dei biglietti della Champions League gli incassi possono salire fino a quota 70 milioni di euro.

In base alle nuove regole della Serie A, se la Juventus dovesse vincere lo scudetto, incasserà meno degli anni precedenti come diritti TV (105-115  rispetto ai 122,5 milioni incassati nella stagione 2016-2017) , mentre aumenteranno quelli Uefa, dove il club bianconero potrebbe incassare fino a 130 milioni in caso di ingresso in finale (come avvenuto a Berlino nel 2015 e a Cardiff nel 2017) e nel caso di vittoria altri 8 milioni (4 milioni per la vittoria e 4 per la qualificazione alla Supercoppa Uefa).

La vendita delle magliette dovrebbe portare ad un incremento di circa 20 milioni di euro nella stagione nella stagione 2019-2020.

Secondo KPMG, la vera opportunità di crescita per la Juventus è nello “spazio commerciale”, ovvero vendita di magliette, merchandising, ma, soprattutto, nelle sponsorizzazioni internazionali, una area nella quale i top club europei ormai da anni incassano più del doppio rispetto ai 120 milioni del club bianconero che ha il 40% degli sponsor basati in Italia. Entro tre anni afferma KPMG la Juventus potrebbe aggiungere 75-100 milioni al fatturato commerciale riportato nell’ultimo bilancio disponibile del 2016-2017.

In poche parole ,KPMG prevede che nella stagione a venire (2018-2019) i ricavi da stadio si aggireranno tra i 55-70 milioni, i diritti Tv tra i 190-255 milioni, mentre per lo spazio commerciale, dove ci vorrà più tempo: si calcola una cifra tra i 195-220 milioni entro 2-3 anni. Facendo un calcolo approssimativo il club bianconero potrebbe incassare da un minimo di 440 milioni fino ad un massimo di 545 milioni.

Di questa operazione potrebbe beneficiarne anche la Serie A.

Ad oggi il campionato italiano e al quarto posto in Europa in quanto a ricavi e con la fine della sponsorizzazione con Tim, terminata il 30 giugno e l’arrivo di un Fuoriclasse come Ronaldo è facile presagire che la Lega riesca a trovare un nuovo accordo commerciale magari più vantaggioso. Inoltre secondo gli accordi con gli operatori Tv, Sky e Perform (che hanno acquisito i diritti Tv della Serie A), se verranno raggiunti determinati ricavi e abbonati, la Lega potrà incassare un bonus pari a 150 milioni, e in tal caso a beneficiarne saranno tutte le squadre del campionato italiano.

Bisogna precisare che KPMG non ha valutato un eventuale aumento di capitale che la Juventus potrebbe chiedere ai suoi soci per contenere l’aumento dei debiti legati al costo del cartellino e si precisa inoltre, che tutte queste valutazione fatte si trattano di “stime” rapportate ai futuri risultati sportivi, da considerare con estrema prudenza, visto che la società bianconera è quotata in Borsa.

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